Come per molte cose in Italia, province, città e regioni mostrano una sostanziale variazione quando si tratta di qualità della vita.

Le opportunità di lavoro, la qualità delle reti di trasporto pubblico, il clima e le opzioni di attività per il tempo libero sono alcuni dei fattori chiave solitamente presi in considerazione dalle indagini che esaminano i pro e i contro del vivere in diverse parti d’Italia.

Ma quando si tratta dei posti migliori e peggiori in cui vivere in Italia, un sondaggio ha preso in considerazione i fattori che possono migliorare il tenore di vita delle donne residenti.

Lunedì, il giornale finanziario italiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’edizione 2021 della sua indagine annuale sulla qualità della vita; e per la prima volta quest’anno, l’indagine guarda specificamente agli indicatori della qualità della vita delle donne in diverse parti del paese.

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I parametri includono l’aspettativa di vita alla nascita, i tassi di occupazione, il divario salariale di genere, i tassi di violenza sessuale, le medaglie olimpiche vinte dalle donne e le loro prestazioni complessive negli eventi sportivi, e le percentuali di imprese gestite da donne e di donne in ruoli di gestione nei settori pubblico e privato.

L’Italia ottiene scarsi risultati nelle classifiche globali per le pari opportunità sul lavoro e in politica, istruzione e salute, con alti (e crescenti) tassi di disoccupazione femminile e una percentuale persistentemente bassa di donne in ruoli di top management.

Il quadro non è però sempre lo stesso in tutto il paese, come sembrano illustrare i risultati del sondaggio de Il Sole 24 Ore.

In cima alla lista delle migliori città per le donne c’è la città nordorientale di Treviso. Ha il più alto punteggio complessivo e per l’aspettativa di vita infantile femminile, e si colloca tra le prime cinque città italiane per il tasso di occupazione giovanile femminile.

Al secondo posto c’è Prato in Toscana, che ha il più basso divario salariale di genere di qualsiasi provincia del paese. Nelle vicinanze Siena, che si colloca al terzo posto in assoluto, è quinta per l’aspettativa di vita e settima per la percentuale di cariche sociali ricoperte da donne.

Le prime dieci posizioni sono occupate prevalentemente da province del centro-nord, con le capitali regionali di Firenze e Bologna arrivando rispettivamente al quinto e al decimo posto.

Le città più grandi come Milano e Roma non sono entrate nella top ten di questa classifica – e nemmeno una parte del sud Italia.

Le dieci migliori città italiane in cui vivere come donna. Fonte: Il Sole 24 Ore.

Ecco le cinque migliori città in cui vivere per le donne in base a criteri specifici:

I migliori tassi di aspettativa di vita infantile femminile alla nascita

  1. Treviso
  2. Perugia
  3. Prato
  4. Cagliari
  5. Siena

I più bassi tassi di violenza sessuale (riportati)

  1. Treviso
  2. Perugia
  3. Prato
  4. Cagliari
  5. Siena

I più alti tassi di occupazione femminile

  1. Bologna
  2. Trieste
  3. Bolzano
  4. Milano
  5. Aosta

Milano si comporta bene quando si tratta di tassi di occupazione femminile.

Milano si comporta bene quando si tratta di tassi di occupazione femminile. Miguel MEDINA / AFP

I più alti tassi di occupazione giovanile femminile

  1. Bolzano
  2. Biella
  3. Ferrara
  4. Sondrio
  5. Cuneo

Il più piccolo divario occupazionale di genere

  1. Aosta
  2. Cagliari
  3. Trieste
  4. Milano
  5. Nuoro

Il più piccolo divario salariale tra i sessi

  1. Prato
  2. Oristano
  3. Enna
  4. Roma
  5. Imperia

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La più alta percentuale di donne direttrici nelle aziende

  1. Savona
  2. Imperia
  3. Sud Sardegna
  4. Aosta
  5. Terni

La più alta percentuale di donne amministratrici di città

  1. Ravenna
  2. Cagliari
  3. Prato
  4. Bologna
  5. Modena

Gli ultimi trenta posti sono tutti occupati da città e regioni del centro-sud, con Caltanissetta in Sicilia all’ultimo posto.

Complessivamente, i capoluoghi di regione tendono ad avere una performance relativamente scarsa rispetto alle città e ai paesi più piccoli. Torino, Roma e Milano sono al 24°, 27° e 33° posto su 107. Palermo si colloca all’86° posto e Napoli al triste 105°.

Dato che il centro-nord fa meglio in generale, è forse sorprendente che siano le città del nord a ottenere il punteggio peggiore in aree come la percentuale di aziende gestite da donne e le cariche direttive femminili.

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Milano si colloca in fondo alla classifica nella prima di queste due categorie, con solo il 17,2% delle sue aziende gestite da donne; mentre Bolzano è al 106° posto e Trento al 105°. Per quanto riguarda le presenze femminili nei consigli di amministrazione delle aziende, queste posizioni si rimescolano leggermente: Bolzano è all’ultimo posto, Trento al 105° e Milano al 103°.

Le prime 50 città italiane in cui vivere per le donne in generale, secondo l’indagine de Il Sole 24 Ore del 2021:

  1. Treviso
  2. Prato
  3. Siena
  4. Savona
  5. Firenze
  6. Varese
  7. Pisa
  8. Ferrara
  9. Aosta
  10. Bologna
  11. Macerata
  12. Perugia
  13. Ravenna
  14. Trieste
  15. Cagliari
  16. Monza e Brianza
  17. Udine
  18. Arezzo
  19. Livorno
  20. Modena
  21. Nuoro
  22. Forlì-Cesena
  23. Biella
  24. Torino
  25. Lecco
  26. Ancona
  27. Roma
  28. Fermo
  29. Cremona
  30. Grosseto
  31. Verbano-Cusio-Ossola
  32. Padova
  33. Milano
  34. Pordenone
  35. Cuneo
  36. Reggio Emilia
  37. Novara
  38. Venezia
  39. Lucca
  40. Pistoia
  41. Verona
  42. Terni
  43. Bolzano
  44. Vicenza
  45. Asti
  46. Trento
  47. Rieti
  48. Isernia
  49. Pavia
  50. Pesaro e Urbino