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Il Megafono Quotidiano

Bialetti: una storia di caffè e di eccellenze italiane

Bialetti e la tradizione del caffè in Italia

Per molti, non c’è niente di più Italiano che fare una tazza di caffè.

Siamo una nazione di profondi amanti e conoscitori e il mondo lo sa bene: per noi italiani, fare il caffè non è un gesto, è un rituale, un momento di puro piacere e relax. Quando si tratta di caffè, nessuno è schizzinoso ed esigente come noi, anche se ci sono Paesi al mondo che consumano più caffè di noi.

L’Omino coi Baffi: simbolo di Bialetti dal 1953 (wikimedia)

Il nostro amore nazionale per caffè non è l’unica ragione della rilevanza dell’Italia nella storia del consumo di caffè. L’Italia è il luogo dove è nato il modo di bere il caffè oggi: L’Italia è la madrepatria di quel magnifico, bellissimo oggetto, il moka è. Con la sua caratteristica forma ottagonale, la moka è un apparecchio di ogni cucina; è uno dei primi oggetti che acquistiamo quando ci trasferiamo in un nuovo posto, è ciò che rende una casa una vera casa. Quando una moka è in cucina, significa che ci si è sistemati. Il suo gorgoglio annuncia il profumo fragrante e pungente di migliaia di prime mattine, segna l’inizio di una pausa o la conclusione di un pasto. Invita a sedersi e a rilassarsi, in attesa di un sorso della bevanda più amata d’Italia.

Il sito moka significa tutto questo e altro, e in Italia i mokas hanno un nome specifico: Bialetti.

Sinonimo della tradizione italiana e del modo italiano di fare il caffè, Bialetti è diventato un simbolo di il tradizionale Made in ItalyNon solo per quello che produce, ma anche per la natura stessa dell’azienda: a conduzione familiare per quasi un secolo, Bialetti è rimasta fedele alle sue radici ed è riuscita a mantenere vivo il suo patrimonio, rimanendo al passo con le più recenti tecnologie e le esigenze dei tempi moderni. In un mondo di macchine da caffè di lusso, avallato dal più ricco e famoso del jet-set internazionale, Bialetti rimane “il” nome del caffè italianoe il suo rappresentante più conosciuto in tutto il mondo. In Italia, tutti noi possediamo una moka Bialetti e, anche quando decidiamo di inchinarci alla tecnologia e di procurarci una di quelle macchine automatiche che vanno di moda in questi giorni (Bialetti, tra l’altro, è entrata con successo anche in quel segmento di mercato), non smettiamo mai di usare la nostra buona, vecchia, bella Bialetti: così spesso, nelle cucine italiane, si sente dire:

“Vuoi il caffè?” – Vuoi un caffè?

“Sì, ma fallo con la moka”. – Sì, ma fatelo con la moka.

Continuate a leggere e scoprite qualcosa di più su un’azienda che è la quintessenza di Made in Italy e la cui storia corre parallela alla storia socio-culturale del nostro Paese: entriamo nel mondo di Bialetti!

https://www.lifeinitaly.com/1955 spot per il Moka Express di Bialetti (per gentile concessione di Bialetti)

Fare il bucato… e fare il caffè

Più di ottant’anni fa, nel 1933, Alfonso Bialetti era – possiamo immaginare – osservare con amore la moglie che faceva il bucato usando il lisciveuse, un grande calderone con un tubo che scorreva al centro, la cui parte più alta era perforata. Il sito lisciveuse è stato messo sul fuoco riempito con acqua, liscivia (usata per fare il bucato in quegli anni) e le calze sporche, e quando l’acqua bolliva si alzava attraverso il tubo e contribuiva ad aumentare il potere pulente della liscivia. Procedimento affascinante, pensò Alfonso Bialetti, tanto che vide che poteva essere facilmente applicato a un’altra attività assolutamente essenziale nella cucina italiana: fare il caffè.

Ecco come il primo Moka Express è nato. Fare il caffè con una Moka Express è stato semplice e veloce e ha anche migliorato il vostro caffè: il caffè di una moka è stato più forte e più profondo nel sapore di quello fatto con la caffettiera napoletana normalmente usato al momento per prepararlo. La napoletana, come le altre macchine da caffè del XIX e dei primi del XX secolo, funzionava molto come una macchina da tè, perché si produceva lasciando scorrere l’acqua lentamente e delicatamente attraverso il caffè.

Fu un successo, ma rimase una produzione semi-artigianale, venduta solo localmente, almeno fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’azienda passò nelle mani del figlio di Alfonso, Renato.

Ma la Bialetti Moka era innovativa anche per altri motivi, in particolare per il materiale di cui era fatta: l’alluminio. L’alluminio era diventato popolare in Italia negli anni Trenta, grazie alla campagna del regime fascista per farne il “metallo nazionale”. Un’idea in linea con la volontà del regime di riportare subito l’Italia all’antico splendore del suo passato eminente (romano) e di mostrare il suo fascino futuristico e innovativo. L’alluminio era un materiale nuovo, utilizzato nella produzione delle moderne tecnologie; la sua associazione più notevole era con il mondo dell’aviazione, che evocava anche immagini di potenza e velocità. Allo stesso tempo, l’alluminio era duraturo, robusto e affidabile, simbolo del patrimonio e della lunga storia del paese.

Ma l’alluminio era anche un segno dei tempi, delle nuove scoperte tecnologiche abbracciate dal design italiano.

https://www.lifeinitaly.com/La prima Moka, 1933. Per gentile concessione di Bialetti

Bialetti va alla grande: entra nell’Omino coi Baffi

Renato Bialetti era un imprenditore nel cuore e vide subito il potenziale più grande dell’invenzione del padre. Nel 1946 rilevò l’azienda e portò subito la produzione del Moka Express’ a livello industriale: se Alfonso aveva venduto circa 70 mila delle sue moka in dieci anni, Renato ne vendette la stessa quantità in una sola volta, il tutto grazie alla produzione industrializzata e … alla pubblicità.

Renato è stato un grande commerciante, e ha capito quasi subito l’importanza di rendere visibile un prodotto ai potenziali clienti attraverso la pubblicità: è grazie a questa filosofia e all’estro artistico di Paolo Campani che, nel 1953, il Omino coi Baffi è nato. Chi è l’Omino coi Baffi? Bene, guarda il tuo Bialetti: lo vedi quell’omino, tutto vestito e con i baffi ben curati? È lui, l’Omino coi Baffi, che fin dai primi anni Cinquanta ha blasonato ogni singolo prodotto Bialetti.

https://www.lifeinitaly.com/Uno spot del 1960 spiega come l'”omino coi baffi” garantisca l’autenticità di una moka Bialetti

Questo omino divertente è diventato rapidamente un tutt’uno con il marchio Bialetti, e ha avuto il suo più grande successo quando si è trasformato da mera figura statica in personaggio animato grazie a Carosello.

Parlare di Carosello significa parlare della storia della televisione italiana, ma anche della nascita di una nuova società più consumistica: Carosello presentava i prodotti al popolo italiano, ma lo faceva attraverso sketch teatrali o musicali radicati nella tradizione comica e teatrale italiana. Per vent’anni è rimasto un punto fermo della vita degli italiani ed è ancora oggi considerato un pezzo seminale della televisione italiana.

(embed)https://www.youtube.com/watch?v=ndfTd1ljAJ0(/embed)

L’Omino coi Baffi in uno dei suoi tipici cortometraggi di Carosello: proporre un quiz agli spettatori.

Notate il modo in cui la sua bocca prende la forma delle lettere delle parole che pronuncia!

Ancora più importante per Bialetti, Carosello è stato la piattaforma perfetta per l’Omino coi Baffi e il suo Moka Express: è diventato un’icona e il Moka Express… anche. Quando Carosello finì la sua corsa nel 1977, ogni italiano aveva un Bialetti in cucina. Iniziarono a spuntare delle imitazioni, ma niente era così affidabile come l’originale.

Da allora, la società ha conquistato la mercato internazionalee ha ampliato notevolmente la tipologia e il numero dei suoi prodotti, pur mantenendo sempre la sua forma ottagonale prototipale: il Dama Il modello è caratterizzato da una silhouette più elegante, Brikka è stato ideato per fare un caffè più cremoso, simile a quello che si potrebbe ottenere “al bar”. Mukka ExpressLa mucca, progettata da Alfonso Giannoni, è in grado di fare anche il cappuccino ed è decorata con un motivo a mucca (mucca in italiano significa mucca e il suo nome gioca con le similitudini ortografiche tra “mucca” e “moka”). Moka Express è oggi disponibile anche in una pletora di colori e decorazioniperché noi italiani siamo un gruppo di tendenza e ci piace mostrarlo anche in cucina.

E le macchine per il caffè? Sì, anche Bialetti è entrata nel regno delle macchine da caffè automatiche. Lo ha fatto nel 2006 con la sua Mokona (letteralmente, “grande moka”), una macchina da caffè a forma di Moka Express, che è tanto carina quanto buono è il suo caffè.

https://www.lifeinitaly.com/Uno spot di fine anni ’50 per il Moka Express di Bialetti (per gentile concessione di Bialetti)

Bialetti e il mondo dell’arte

Bialetti, come dicevamo, rappresenta da decenni l’eccellenza del Made in Italy e i suoi prodotti sono conosciuti e apprezzati un po’ ovunque nel mondo. Infatti, la forma e la silhouette della sua moka sono diventate così iconiche da entrare anche nel mondo dell’arte figurativa. Moka Express fa parte della New York MOMAdelle collezioni permanenti, ed è uno dei 100 oggetti che compongono le Collezione Permanente del Design Italiano, una mostra d’arte itinerante patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri. Nel 2010 Moka Express è apparsa all’Expo di Shanghai come una delle 10 Invenzioni italiane che hanno cambiato il mondo.

Bialetti Moka Express: un’icona della produzione del caffè e della tradizione italiana

Niente dice l’Italia come un buon caffè e niente dice il caffè italiano quanto una moka Bialetti. Qualunque sia il modello scelto, potete scommettere sulla sua affidabilità e sul fatto che farà sempre un espresso delizioso (potete anche consultare il nostro articolo su come fare un buon caffè con una Bialetti).

Aggiungetevi la sua storia, la sua tradizione e il suo design sempre moderno e potrete dire ai vostri amici che siete in possesso di un’opera d’arte italiana Riposa tranquillamente sul bancone della cucina, pronta a introdurre ogni giorno, con il suo delicato gorgoglio, un momento di meritato relax.

Scusate! L’Autore non ha compilato il suo profilo.

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