DIA: Dal traffico di esseri umani alla prostituzione, il commercio della mafia nigeriana in Abruzzo


Immagine abruzzoweb.it
ROMA – Le organizzazioni criminali nigeriane hanno sede in gran parte d’Italia, in Sicilia, soprattutto a Palermo e Catania, ma anche nel Lazio e Abruzzo, La tratta di esseri umani legata allo sfruttamento della prostituzione e all’accattonaggio forzato è svolta in collaborazione con gruppi criminali albanesi, così come il progressivo sviluppo del traffico di stupefacenti.
Il rapporto semestrale di Dia si concentra sui culti criminali e segreti della Nigeria, caratterizzati da organizzazione gerarchica, struttura militare, rituali di appartenenza, regole di condotta: il modus operandi è spesso identificato dalla cassazione. La parola “mafia”.
Nella sola L’Aquila, nel maggio scorso, è stata confermata l’associazione di stampo mafioso per sei imputati della Black Axe Mafia nigeriana, dedita alla commissione di diversi reati, tra cui il traffico di droga, punibile con la reclusione da 5 a 12 anni. Immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, truffe romantiche, frode informatica e riciclaggio di denaro tramite la vendita di bitcoin, per un totale di quasi 100 denunce. Il capo della filiale italiana ha scelto L’Aquila come sua sede, ritenendo che una città esterna sarebbe stata più adatta a nascondere attività illegali.
Secondo Dia, “è chiaro che la lotta alla criminalità in Nigeria deve garantire una conoscenza ampia, capillare e condivisa tra polizia e magistratura”.
D’altra parte, nel tempo, la Cina, con la sua struttura gerarchica incentrata principalmente sui legami familiari e solidali, è diventata chiusa e inaccessibile a “inquinamento o collaborazioni straniere”, non tollerando alleanze regionali con la criminalità organizzata.
Solo saltuariamente si assisteva all’attuazione di accordi operativi con imprese italiane o alla creazione di un piccolo consorzio multinazionale per gestire la prostituzione, commettere reati finanziari e commercio di rifiuti.
Per quanto riguarda la stregoneria nigeriana, sembra particolarmente importante sottolineare come vengono definiti gli incontri periodici dei culti nelle diverse città ed evidenziare anche i collegamenti tra associazioni omogenee operanti in diverse città d’Italia.
Continua il rapporto, l’alto livello di disoccupazione riscontrato tra i nigeriani nel territorio nazionale rispetto alle rimesse dall’Italia verso la Nigeria indica che esiste un numero significativo di disoccupati o sottoccupati nigeriani di origine nazionale. In Italia, almeno potenzialmente, possono essere coinvolte bande criminali locali o di questa nazionalità, e il flusso di rimesse può nascondere il reddito delle attività, al di là della quota legittima, discutibilmente dominante, che attesta l’operosità della comunità nigeriana.
illegale
Gli interessi criminali dei sindacati nigeriani si concentrano sul traffico di esseri umani legato alla prostituzione e all’accattonaggio forzato, legato al progressivo sviluppo del settore del narcotraffico, che talvolta viene svolto in collaborazione con gruppi criminali albanesi. Il traffico di stupefacenti, infatti, continua a rappresentare l’attività principale delle bande nigeriane e la presenza di nigeriani in gruppi criminali transnazionali è confermata da elementi investigativi del periodo in esame.
La seconda metà del 2021 si concentrerà sulla criminalità nigeriana data la crescente prevalenza di questi sindacati.
Innanzitutto si consideri che la comunità nigeriana costituisce oggi la terza componente demografica etnica africana in Italia, dopo Marocco ed Egitto, e la prima in Europa. Tuttavia, questa comunità Rappresenta un valore innegabile dal punto di vista penale.
Secondo Dian, “è chiaro che la lotta alla criminalità in Nigeria deve necessariamente comportare una conoscenza ampia, completa e condivisa tra polizia e magistratura. Si ritiene che questa sia la via privilegiata per combattere efficacemente la criminalità nigeriana, considerata un vero e proprio macro-fenomeno che ignora le sue origini e le sue proiezioni internazionali.
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