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Il Megafono Quotidiano

Ri-Pubblica, democrazia reale

Il contrario delle primarie è la democrazia partecipata. La distanza è abissale. Da un lato c’è la partecipazione alla consacrazione di un leader che poi deciderà per tutti, nell’ambito di una contrazione della democrazia che va sotto il nome di bipolarismo. Dall’altro c’è la presenza fisica in uno spazio di persone che si interrogano sul proprio destino e provano a determinarlo non sporadicamente.

Il contrario di libero mercato sono i beni comuni.
Così come tra bipolarismo e liberismo c’è un legame fortissimo (che la carta d’intenti delle primarie rende intellegibile quando stabilisce nel fiscal compact il cielo delle stelle fisse entro cui si muove l’azione di governo), così democrazia partecipata e beni comuni, anch’essi, sono legati per sempre e, alcuni mesi fa, una rete di comitati, realtà sociali, collettivi, singoli attivisti che hanno dato vita a Roma alla battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua, hanno immaginato uno «spazio pubblico di discussione – sono citazioni dell’appello – all’interno del quale, camminare insieme per comprendere le reciproche differenze e, soprattutto, per cercare i nessi e il senso condiviso delle battaglie sui beni comuni nel territorio di Roma».
Una larga alleanza sociale, riunite nel percorso chiamato “Ri_Pubblica, ha occupato il cinema America, a Trastevere, nella città di Roma.

A questo spazio è stato dato il nome di Ri_Pubblica per unire le battaglie per l’acqua, quelle sui rifiuti, sui saperi, sulla difesa del territorio «con l’ambizione di superare la semplice sommatoria di singole esperienze ed individuare delle possibili azioni su nodi comuni».

Dopo una fase preliminare, da giovedì 15 a domenica 18 novembre, il percorso di Ri_Pubblica promuoverà quattro giorni di approfondimento, autoformazione e dibattito su dei temi che attraversano in modi diversi tutte le sue vertenze, ovvero democrazia, finanza, territorio e saperi. Delle lenti con cui analizzare la mercificazione e la finanziarizzazione dei beni comuni e la progressiva e crescente esclusione dei cittadini nelle decisioni che li riguardano. Delle chiavi per proporre prospettive alternative per il nostro futuro, in connessione con le mobilitazioni contro la crisi che, dal 14 Novembre, si attiveranno in tutta Europa.

Un gesto simbolico che allude alla necessità di riprendersi degli spazi collettivi, di sottrarre pezzo per pezzo la nostra città al profitto ed alla speculazione. Un primo passo comune per intraprendere la strada della ripubblicizzazione contro la crisi di questo sistema. «Si tratta di un processo aperto, in continuo divenire, per questo invitiamo tutte e tutti a contribuire, sostenere, partecipare e diffondere, perchè niente è scritto e tutto è da conquistare.

Non ti piace un’autostrada in giardino? Vuoi evitare di finire cartolarizzato? Occupy. but where? Privatizzano tutto, finalmente siamo più poveri! Sei contento? Per riappropriarci insieme del nostro territorio, delle nostre risorse, dei nostri saperi: Ri_Pubblica!». E’ un processo aperto.

In programma: una riflessione sullo Statuto del Campidoglio per verificare, articolo per articolo, quanto le tante vertenze in corso misurino la sua disapplicazione, un workshop sull’emergenza rifiuti a Roma, uno sulla messa a profitto dei beni comuni, momenti condivisi di costruzioni di nessi e di convergenze e momenti di socialità.
I dettagli su www.ripubblica.org
Articolo tratto da www.popoff.globalist.it

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