Il consiglio dei ministri italiano si riunirà con i presidenti delle regioni giovedì 23 dicembre per discutere le misure da includere in un nuovo decreto di emergenza Covid.

Il primo ministro Mario Draghi ha convocato la riunione a causa del continuo aumento del tasso di nuove infezioni e delle preoccupazioni per la diffusione della variante Omicron in Europa, riporta il Corriere della Sera.

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L’Italia ha registrato 28.632 nuovi casi di Covid in 24 ore venerdì – il numero più alto in oltre un anno – mentre l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nazionale ha detto sabato di aver finora identificato 84 casi di Omicron, un forte aumento rispetto ai 55 annunciati venerdì.

“C’è un elemento di preoccupazione da parte del governo”, ha detto il ministro della salute italiano Roberto Speranza in una recente intervista al talk show Che tempo che fa. “Stiamo discutendo e valuteremo le possibili soluzioni”.

Ha esortato le persone in Italia a usare “la massima precauzione, prudenza ed evitare il più possibile i raduni durante le festività natalizie” e ha sottolineato l’importanza dei vaccini per i bambini di 5-11 anni, i richiami negli adulti e l’uso diffuso di maschere.

Non si sa se il governo introdurrà nuove restrizioni importanti durante il periodo delle vacanze di Natale e Capodanno, e il primo ministro ha detto che vuole fare tutto il possibile per garantire che le imprese rimangano aperte.

Le agenzie di stampa italiane stavano speculando lunedì su quali potrebbero essere – anche se in questa fase, il governo non ha ancora fatto alcun annuncio ufficiale.

Uno dei cambiamenti attesi è un nuovo requisito per produrre un risultato negativo del test, oltre a un pass sanitario rinforzato o un “super pass verde” che dimostri che il portatore è vaccinato o guarito dal Covid, per entrare in aree come locali notturni e discoteche.

Un’altra possibile restrizione, suggerisce il Corriere, è limitare la folla nei centri commerciali introducendo un sistema stile discoteca “uno dentro, uno fuori” per assicurare che non venga superata la capacità massima; o richiedere un “pass verde” di base, che dimostri che il titolare è vaccinato, guarito, o recentemente risultato negativo al Covid per entrare in un centro commerciale.

Persone indossano maschere protettive su Piazza di Spagna nel centro di Roma il 05 dicembre 2021. Vincenzo PINTO / AFP

Lunedì, le regioni Liguria, Marche, Veneto e la provincia autonoma di Trento hanno perso il loro status di zona bianca a basso rischio secondo il sistema a quattro livelli di restrizioni Covid in un’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Il ministero ha riclassificato le quattro aree come zone ‘gialle’ dopo che hanno superato le soglie massime per i tassi di infezione da Covid, i ricoveri e i ricoveri in terapia intensiva secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Si uniscono al Friuli Venezia Giulia e alla provincia autonoma di Bolzano, che erano già sotto restrizioni di zona ‘gialla’.

Attualmente, coloro che hanno un ‘super pass verde’ sono in grado di accedere a tutti i luoghi e le strutture in tutto il paese, sia nelle zone ‘bianche’ meno restrittive che in quelle più ristrette ‘gialle’ o ‘arancioni’, senza fare un test Covid.

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Ma con la variante Omicron, altamente contagiosa, che si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa, si teme che la vaccinazione o il recupero di Covid da soli non saranno sufficienti a prevenire la diffusione delle infezioni, in particolare dove ci sono grandi raduni al chiuso

Si pensa che le misure a più lungo termine possano includere la riduzione della validità di un “super pass verde” da nove a sette mesi, e l’estensione del requisito del “super pass verde” dal 15 gennaio al 31 marzo 2022, che è quando l’attuale stato di emergenza dell’Italia è destinato a scadere.

Nelle zone ‘bianche’ e ‘gialle’ (attualmente tutto il paese – nessuna regione è ancora sottoposta a restrizioni più severe in zona ‘arancione’ o ‘rossa’), non è attualmente necessario alcun certificato sanitario per entrare nei negozi e nei centri commerciali secondo le regole nazionali.

Le autorità regionali o cittadine possono comunque imporre le proprie misure aggiuntive a livello locale.

I sindaci di alcune grandi città hanno già cancellato alcuni eventi di Natale e Capodanno nel tentativo di tenere sotto controllo i tassi di infezione.

A Roma quest’anno non c’è il mercato annuale di Natale a Piazza Navona, e un concerto di Capodanno che doveva tenersi al Circo Massimo, un’antica pista romana per la corsa delle bighe spesso usata come moderno spazio per eventi all’aperto, è stato cancellato, secondo Sky News.

“Avevamo scelto dei grandi artisti romani per il rilancio, una location spettacolare nel Circo Massimo, e un’organizzazione impeccabile per la sicurezza”, ha detto ai media italiani l’assessore ai grandi eventi della città Alessandro Onorato. “Ma in questo momento la nostra priorità è e deve essere quella di salvaguardare la salute dei romani ed evitare assembramenti”.

Anche una festa di Capodanno in Piazza Maggiore a Bologna è stata cancellata, riporta Sky, mentre il sindaco di Napoli ha imposto una moratoria sulle feste di strada nel periodo tra Natale e Capodanno, con il divieto di consumare qualsiasi cibo o bevanda che non sia acqua negli spazi pubblici dal 23 dicembre al primo gennaio.