Il dibattito di lunedì sera tra il leader del Partito Democratico di centro-sinistra Enrico Letta e il capo di Fratelli d’Italia di destra Giorgia Meloni è stato trasmesso in streaming dal Corriere della Sera.

Sarà l’unico confronto tra i leader dei due maggiori partiti italiani prima delle elezioni di domenica 25 settembre.

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I telegiornali italiani di martedì hanno descritto come il dibattito di 90 minuti sia stato condotto “senza colpi bassi” e sia stato, come ha detto Letta, “tra due persone che si rispettano”.

Ecco una rapida panoramica dei principali elementi emersi dal dibattito.

Scontro sull’Europa e sul fondo di ripresa

Letta ha detto che le elezioni italiane offrono agli elettori una scelta tra idee così radicalmente diverse del Paese e del suo posto in Europa da essere paragonate alla Brexit.

“Questo è un bivio, una sorta di referendum, un po’ come in Gran Bretagna quando hanno dovuto scegliere tra la Brexit e la permanenza nell’UE”, ha detto, chiedendo “più Europa, non meno”.

Mentre la coalizione di centro-sinistra del PD è favorevole all’Europa, tutti i partiti dell’alleanza di destra sono noti per le loro posizioni nazionaliste ed euroscettiche.

“Vogliamo un’Italia che conti in Europa, non che protesti”, ha detto.

Enrico Letta, leader del Partito Democratico italiano (PD), in campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche. Foto di Piero Cruciatti / AFP

La Meloni, tuttavia, ha adottato una linea più morbida in questo dibattito. Ha sottolineato che il suo partito ha appoggiato le sanzioni dell’UE contro l’Ucraina, pur suggerendo che l’Italia deve proteggere i propri interessi.

Meloni ha detto che Bruxelles “deve occuparsi delle grandi questioni” mentre i Paesi dovrebbero essere in grado di tutelare i propri interessi, descrivendo l’UE come “un gigante burocratico e un nano politico”.

L’Italia deve “tenere alta la testa” in Europa e nella Nato, ha detto Meloni.

Letta ha anche attaccato la Meloni sull’accordo di finanziamento europeo per il recupero delle pandemie, che secondo lui il suo partito vuole “rinegoziare”.

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Così facendo “si darà l’impressione che l’Italia sia inaffidabile”, ha detto, sottolineando che la destra non ha votato a favore dell’accordo UE Next Generation.

“Non abbiamo mai votato contro, ci siamo astenuti”, ha risposto Meloni.

Entrambi hanno sottolineato il sostegno all’Ucraina

La Meloni ha preso le distanze dalle dichiarazioni rilasciate di recente dal partner di coalizione e leader della Lega Matteo Salvini, che ha criticato le sanzioni dell’UE contro Mosca per l’invasione dell’Ucraina.

Facendo apparentemente riferimento a questi commenti, Letta ha detto: “Le sanzioni sono ormai l’unico modo per fermare i russi”.

Ha detto che le sanzioni “stanno funzionando, anche se hanno ripercussioni sulla nostra economia”.

Siamo fortemente a favore della resistenza ucraina. Siamo sempre stati atlantisti ed europeisti”.

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La Meloni ha risposto dicendo che anche il suo partito “non ha esitato a schierarsi contro l’invasione russa”.

“Abbiamo sostenuto il governo, anche se dall’opposizione”, ha detto. “La posizione di FdI rimane la stessa: un’Italia ancorata all’Occidente, all’alleanza atlantica, con l’Europa, in difesa dei valori occidentali”.

Ma molti si chiedono se un governo di destra dura formato dai partner di coalizione Salvini e Berlusconi, entrambi noti per i loro legami amichevoli con Mosca, assumerebbe una posizione più filo-russa.

Il leader della Lega Matteo Salvini (L) e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sono pronti a formare un governo insieme dopo le elezioni. Foto di MIGUEL MEDINA / AFP

Una posizione più morbida sull’immigrazione?

FdI e i suoi partner di coalizione sono noti per adottare una linea fortemente anti-immigrazione, inquadrando gli arrivi di rifugiati e migranti come una questione di sicurezza, mentre il PD si concentra sui diritti umani e sull’integrazione.

In questo dibattito Meloni è apparsa “più cauta del solito sul tema dell’immigrazione”, ha osservato il Corriere della Sera.

Ha detto che l’Europa dovrebbe trovare un accordo con i governi del Nord Africa per mantenere i loro cittadini in patria e aprire centri locali per le richieste di asilo.

“Dobbiamo impedire la partenza dei barconi, aprire gli hotspot e valutare in Africa chi ha il diritto di essere un rifugiato. Bloccando l’immigrazione clandestina, si può riaprire l’immigrazione legale”, ha detto.

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Letta ha notato che la leader di FdI non usa più il termine “blocco navale” – cosa che lei ha ripetutamente richiesto in alcuni post sui social media.

Letta ha sottolineato che la Meloni ha taciuto anche sulla tattica preferita dal suo partner di coalizione Salvini di bloccare i migranti salvati in mare nel tentativo di allontanarne altri.

Ha detto che tali metodi sono incompatibili con “l’ispirazione di guidare un grande Paese europeo”, e ha affermato che è invece necessaria una “redistribuzione” dei migranti; “cosa che non avviene per la solita questione del voto all’unanimità e della [Hungarian Prime Minister Viktor] l’opposizione di Orbán”.

Timori per l’uguaglianza e i diritti

Letta ha detto che i suoi rivali rappresentano una minaccia per i diritti degli immigrati, per i diritti delle donne e per i diritti LGBT.

Meloni ha negato con rabbia, accusandolo di diffondere “fake news”. Ha detto che l’identità religiosa è fondamentale e si è espressa contro l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, ma ha affermato di non avere intenzione di ridurre l’accesso delle donne all’aborto.

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Le donne che cercano di abortire devono avere altre opzioni, ha detto, senza specificare quali siano.

Alle coppie dello stesso sesso non dovrebbe essere permesso di adottare perché ai bambini “deve essere garantito il meglio, che per me è un padre (e) una madre”, ha detto.

Letta ha risposto dicendo che ciò di cui i bambini hanno bisogno è “l’amore”, anche se non ha delineato le politiche del centro-sinistra in materia.

Facile vittoria della destra

I principali quotidiani italiani concordano sul fatto che la Meloni ha vinto nettamente il dibattito, così come si prevede che vincerà le elezioni.

Anche il Domani, giornale di sinistra, ha dichiarato: “Letta ha perso, inequivocabilmente. Ha passato tutto il dibattito, come nelle ultime settimane, a combattere una Giorgia Meloni immaginaria. Quella degli eccessi del passato… non la versione istituzionale di oggi”.

Il verdetto ha sottolineato come il centro-sinistra non sia riuscito a creare un’opposizione credibile alla forte alleanza di destra della Meloni.

Secondo i sondaggi, la coalizione di destra dovrebbe ottenere circa il 46% dei voti, con circa 19 punti di vantaggio sul centro-sinistra.

Insolitamente, Letta ha già ammesso la sconfitta del suo partito – anche se continua a esortare gli elettori indecisi a votare comunque per loro, o rischia di consegnare alla destra una vittoria schiacciante e la maggioranza assoluta in parlamento che le permetterebbe di cambiare la Costituzione.

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