Mercoledì sera, il Consiglio dei ministri italiano ha votato un decreto progettato per frenare l’impennata dei tassi di infezione del paese e proteggere gli ospedali dall’essere sopraffatti.

“Stiamo intervenendo in particolare nelle fasce di età che sono più a rischio di ricovero per ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite umane”, ha detto il primo ministro Mario Draghi all’apertura della riunione in parlamento.

“Le misure di oggi mirano a preservare il buon funzionamento degli ospedali e, allo stesso tempo, a mantenere aperte le scuole e le attività economiche”.

Ecco cosa c’è nel nuovo decreto:

Mandato di vaccinazione per gli ultracinquantenni

Chiunque abbia più di 50 anni e risieda in Italia è ora obbligato a vaccinarsi con effetto quasi immediato, secondo il Corriere della Sera. L’obbligo scatterà ufficialmente il giorno dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, prevista entro i prossimi giorni.

La regola sarà in vigore almeno fino al 15 giugno 2022, e si applica a chiunque compia 50 anni entro quella data.

Coloro che rientrano nella categoria d’età che non sono stati vaccinati entro il 1° febbraio saranno soggetti a una sanzione di 100 euro. I lavoratori dai 50 anni in su dovranno dal 15 febbraio mostrare un ‘super pass verde’, che dimostri che il titolare è vaccinato contro il Covid o è guarito dal Covid, per entrare sul posto di lavoro.

Chiunque in questa fascia d’età sia sorpreso sul posto di lavoro senza il suo super pass verde dal 15 febbraio sarà soggetto a multe da 600 a 1.500 euro.

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‘Super pass verde’ per il personale universitario

Il personale delle università e coloro che lavorano negli istituti di formazione di musica, arte e danza devono vaccinarsi e possedere un ‘super pass verde’ per entrare nel loro posto di lavoro.

Essi si uniscono al personale sanitario, alla polizia, agli insegnanti e agli addetti ai servizi di emergenza come categorie di lavoratori in Italia soggetti all’obbligo di vaccinazione.

Tutti gli altri lavoratori in Italia possono per ora continuare ad usare il pass verde di base, che può essere ottenuto tramite un risultato negativo del test Covid, oltre alla vaccinazione o al recupero, per entrare sul posto di lavoro.

Un lavoratore si fa controllare il suo ‘pass verde’. Foto di Marco BERTORELLO / AFP

Pass verde di base per le attività essenziali

Dal 20 gennaio fino ad almeno il 31 marzo 2022 (quando lo stato di emergenza in Italia scadrà), un pass verde di base sarà necessario per entrare nei “servizi alla persona” come parrucchieri e saloni di bellezza, riporta Sky News.

L’obbligo sarà esteso a “uffici pubblici, servizi postali, bancari e finanziari, e attività commerciali” (come i centri commerciali), “ad eccezione di quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di bisogni essenziali e primari della persona.”

Scuole

Negli asili e nelle scuole materne, un solo caso di Covid comporta la chiusura dell’istituto per 10 giorni.

Nelle scuole elementari, un singolo caso non farà scattare una chiusura immediata, ma richiederà un test antigenico rapido immediato per ogni membro della classe il giorno zero e di nuovo cinque giorni dopo che il caso è stato rilevato per la prima volta. Le classi con due o più casi positivi torneranno all’apprendimento a distanza per 10 giorni.

Nelle scuole secondarie, i 10 giorni di apprendimento a distanza per l’intera classe vengono attivati solo quando ci sono tre o più casi positivi. Con un solo caso positivo, l’intera classe continuerà l’apprendimento in presenza con maschere facciali FFP2; con due casi positivi, i vaccinati di recente o potenziati rimarranno in classe, mentre gli studenti che non sono potenziati e hanno ricevuto il loro ciclo di vaccinazione primaria più di 120 giorni fa passeranno all’apprendimento a distanza.