Il cosiddetto superbonus 110 è stato introdotto in Italia quasi due anni fa e offre sconti generosi ai proprietari di case che intendono effettuare lavori di ristrutturazione.

Offrendo un potenziale sconto fino al 110% del costo dei lavori che aumentano l’efficienza energetica di una proprietà o riducono il rischio di danni da terremoto, il superbonus è stato sorprendentemente popolare.

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Ma l’attuale governo uscente italiano ha criticato il programma e non ha mostrato alcun interesse a estenderlo oltre le scadenze previste per la fine del 2022.

Questo lasso di tempo si sta rivelando incredibilmente preoccupante per i proprietari di casa che ora non sanno se riusciranno a completare i lavori, e molti riferiscono di costi sempre più elevati e di difficoltà nel richiedere i fondi.

Con le elezioni politiche anticipate fissate per il 25 settembre, alcuni sperano che il nuovo governo modifichi o addirittura rifinanzi il superbonus.

Qual è il problema del superbonus?

Il problema principale è che alcune banche hanno smesso di acquistare crediti – e quindi di concedere prestiti – negli ultimi mesi, a causa della burocrazia sempre più complessa e della confusione sulla procedura di accesso al bonus.

Richieste fraudolente per miliardi di euro hanno indotto il governo a introdurre regole più severe per l’accesso al fondo, che in molti casi hanno bloccato l’accesso al credito per mesi, bloccando i progetti di ristrutturazione.

La crescente difficoltà di ottenere credito ha causato problemi di catena di approvvigionamento sempre più gravi.

Questi problemi hanno lasciato molti proprietari di case preoccupati per se riusciranno a terminare in tempo i loro progetti di ristrutturazione e ha causato alcuni a abbandonare i loro piani del tutto.

Il superbonus, introdotto dal precedente governo, è già stato richiesto in eccesso – e finora è costato allo Stato almeno 400 milioni di euro in più e l’attuale primo ministro Mario Draghi ha criticato il programma.

I proprietari di case in fase di ristrutturazione sperano ora che un cambio di governo possa portare, se non a un’ulteriore estensione dei tempi, a modifiche che aprirebbero linee di credito e consentirebbero loro di completare i lavori, auspicabilmente prima delle scadenze attuali.

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Allo stato attuale, i proprietari di case unifamiliari sono quasi fuori tempo massimo: hanno tempo fino al 30 settembre per completare il 30% dei lavori di ristrutturazione, con un termine ultimo del 31 dicembre 2022 per terminare tutti i lavori.

Chi ristruttura altri tipi di edifici hanno tempo fino al 2025 per richiedere i fondi, con importi decrescenti disponibili ogni anno, anche se i piani per il finanziamento futuro non sono ancora chiari.

Il sistema dei bonifici ostacola l’accesso al “superbonus 110” italiano. Foto di Guilherme Cunha su Unsplash

Qual è la posizione dei partiti politici italiani sul superbonus?

Nessuno dei principali partiti ha dichiarato di voler eliminare del tutto il superbonus, ma non si è nemmeno impegnato a estenderlo.

I partiti che hanno menzionato il superbonus nei loro manifesti elettorali si sono limitati a proporre potenziali emendamenti per snellire il processo di richiesta e rendere più semplice per tutti i partiti il trasferimento dei crediti, senza entrare nello specifico.

La coalizione di destra che probabilmente prenderà il potere dopo le elezioni – Fratelli d’Italia, la Lega e Forza Italia – ha espresso opinioni piuttosto ambigue sui vari bonus edilizi dell’Italia.

Il manifesto congiunto dell’alleanza suggerisce il “riorganizzazione degli incentivi destinati alla riqualificazione, alla sicurezza e all’efficienza energetica degli edifici residenziali pubblici e privati”, affermando anche la necessità di “salvaguardare le situazioni esistenti”.

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Il Lega dichiara di voler garantire “l’accesso agli sgravi fiscali a tutti i soggetti che hanno acquisito il diritto al superbonus”, ma allo stesso tempo di “rendere più coerente e applicabile il superbonus, conciliando l’esigenza di limitare l’onere a carico dello Stato con le necessità di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico”.

Forza Italia propone nel frattempo la “razionalizzazione e semplificazione della normativa sugli incentivi all’edilizia, sull’efficienza energetica e sul sismabonus”, suggerendo di “renderla strutturale” – anche se non è chiaro cosa significhi, e non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Il più grande sostenitore dello schema è, forse senza sorpresa, l’associazione Movimento Cinque Stelle guidato da Giuseppe Conte, l’ex primo ministro che per primo ha introdotto il superbonus nel 2020.

I Cinque Stelle hanno fatto della ristrutturazione del superbonus una delle loro principali promesse elettorali. Nel suo manifesto si legge che “stabilizzare” il sistema è necessario per “la pianificazione degli investimenti nel settore immobiliare e continuare a migliorare i livelli di risparmio energetico e di conseguenza i risparmi sulle bollette”.

L'attuale leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte parla durante una convention del 21 ottobre 2018 a Roma.

L’attuale leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte. Foto di Alberto PIZZOLI / AFP.

Il documento afferma che la questione della cessione dei crediti deve essere risolta “sbloccando e distribuendo i crediti fiscali per evitare il fallimento delle aziende che non sono ancora in grado di trasformare i crediti in liquidità per pagare fornitori e dipendenti”.

Gli unici partiti che si pensa vogliano sbarazzarsi del superbonus, o di ridurre significativamente gli incentivi, sono i partiti centristi Italia Viva e Azione che compongono la cosiddetta terzo polo.

Sebbene non menzionino esplicitamente il superbonus nel loro manifesto e siano rimasti finora in silenzio sull’argomento, i partiti sono in linea con la posizione critica di Draghi su questioni simili, sottolinea il quotidiano. Corriere della Sera.

Nel frattempo il Partito Democratico (PD), che guida l’alleanza di centro-sinistra, non ha finora menzionato il superbonus nella sua campagna elettorale e la sua opinione sulla questione rimane poco chiara.

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La domanda su come il governo pagherà il conto per il bilancio già sforato rimane senza risposta, e le notizie suggeriscono che saranno necessari ulteriori finanziamenti prima della fine del 2022.

Le opinioni dei partiti sulla questione potrebbero diventare più chiare la prossima settimana, quando si prevede che venga approvata una proroga, a lungo attesa, del decreto governativo sugli aiuti finanziari.

Il Senato discuterà nuovamente le nuove misure di aiuto d’emergenza martedì 13 settembre, dopo che i disaccordi tra i partiti avevano portato a un rinvio il 7 settembre.

Il locale continuerà a riportare gli aggiornamenti man mano che le cose cambieranno.

Per saperne di più Sezione immobili italiani.