Nota quotidiana

Tra gli affari e le "ripassate"

di Salvatore Cannavò

Le intercettazioni che vengono fatte filtrare dall'inchiesta Protezione Civile offrono un quadro desolante. Festini con "escort", ragazze di "qualità" da esibire al potente Bertolaso, e poi affari e risate per le opportunità aperte dal terremoto. L'ennesimo ritratto dei tempi da basso impero in cui viviamo. Il 18 febbraio, No Bertolaso Day

Ci sono parole che nelle vicende di intercettazione sintetizzano una vicenda, uno scandalo, un malaffare. Al tempo delle scalate disinvolte alla Rcs o all'Unipol la frase fu "i furbetti del quartierino" mentre nel caso Marrazzo la semplice allusione a "trans" è sufficiente a catalogare l'affaire. Nel caso Bertolaso, questa parola è "ripassata": «ho bisogno che Francesca mi dia una bella ripassata».
Alla fine sempre lì si va a parare. Le postazioni di potere mescolate alla corruzione si fanno condire da una gestione disinvolta dei rapporti sessuali. Si chiamino Berlusconi o Marrazzo, Delbono o gli artefici del Giubileo 2000, come Bertolaso, la gestione assolutistica del potere si combina con una propensione al festino da basso impero al cui centro si stagliano prostitute a valanga. Ecco perché il prode Tarantini, colui che accompagna D'Addario e moltre altre nella residenza privata del premier, voleva incontrare a tutti i costi Bertolaso. Aveva capito, o gli erano state riferite, le sue "debolezze" private, il bisogno di rilassarsi con massaggi rilassanti privati e piccanti. Il modo con cui nelle stanze del potere si declina "l'andare a puttane". Bertolaso, a quanto appare dalle intercettazioni che cominciano a filtrare, ci teneva molto a esibire il proprio potere in questo modo. Nei preparativi di una megafesta, "la cosa megagalattica" organizzata al Salario Sport Village di Roma i "compagni di merende" Rossetti e l'imprenditore Anemone, arrestato ieri, ridacchiano nel chiedersi come organizzare le cose al meglio:
Rossetti: ...senti quante situazioni devo creare?...una...due. 
Anemone: ....io penso due... lui si diverte... due. 
R.: ...tre?...che ne so! 
A.: ...eh la Madonna! 
R.: ...(ride) va bene... a posto 
A.: ...di qualità! 
R.: ...assolutamente.
Bertolaso ha dunque bisogno di un festino con almeno due o tre donne di "qualità". Anche qui ritorna l'apprezzamento da macelleria equina sintomatico dell'ambiente di cui stiamo parlando. C'è poi un'altra intercettazione ancora più esplicita. Il 21 novembre 2008 viene intercettata la telefonata fra Guido Bertolaso e ancora Rossetti. Bertolaso: «Sono Guido. Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse, io verrei volentieri... Una ripassata». Rossetti: «Va bene». Bertolaso: «Fatti dire da lei quando è il momento migliore perché so che è sempre molto occupata. Io invece oggi pomeriggio sono abbastanza libero». Rossetti: «Perfetto, ci sentiamo fra un quarto d’ora». Bertolaso: «E tu mi dici a che ora posso se lei può». Dopo poco Rossetti chiama Diego Anemone (socio di Filippo Balducci e uno dei proprietari del Salaria Sport Village) e dice (riferendosi a Bertolaso): «Sta venendo a fare un massaggio». L’incontro è fissato per le 16. Nell’ordinanza del gip Lupo si legge che la «prestazione sessuale è comprovata dalle intercettazioni laddove sono stati registrati dialoghi che consentono di afferare che Bertolaso il giorno 14/12/’08 ha usufruito di un incontro avente a oggetto prestazioni di natura sessuale con una brasiliana presso il centro Salaria Sport Village organizzato dal Rossetti per conto di Anemone Diego».
Le persone "migliori" dell'entourage berlusconiano sono scelte in base a un unico criterio. E la sottolineatura non serve a fare del moralismo di retroguardia. C'è chi a sinistra già dice che la sottolineatura delle vicende private è un modo per mettere un uomo alla berlina, delegittimarlo e privarlo anche della propria dignità. In realtà, il modo in cui si esercita il potere, in particolare in cui lo si esercita in relazione alle donne, è indicativo di una cultura, di una pratica, di un orizzonte di comportamenti e di priorità che non può essere sottovalutato. C'è un filo diretto che collega "le ripassate" e la contentezza provata la sera del terremoto a pensiero degli appalti da stipulare - «io ridevo nel letto, anche se..., 'poracci», dice uno degli arrestati - indicano un sistema chiarissimo a chi voglia vederlo. Un circolo di favori, affari, clientelismi e corruzione che si basa sui cenni di intesa e su automatismi consolidati. Le corruzioni della Maddalena si estendono a quelle accertate in occasione dei Mondiali di Nuoto e poi a l'Aquila. E c'è ancora la Vuitton's Cup e tutto quello che ancora deve essere scoperchiato a l'Aquila, un sistema frutto del meccanismo perverso cucito addosso a Bertolaso, divenuto alla corte di Berlusconi un viceré dai poteri assoluti. Il filo è quello della corte esclusiva e del circolo di potere ma anche quello del perseguimento del profitto a tutti i costi, passando sopra le persone, i dolori, le tragedie. La cris economica ci consegna così un mondo diviso in due: da un alto la perdita del posto di lavoro, la fatica di arrivare a fine mese, il terrore per un futuro sempre più incerto; dall'altro un disprezzo per la fatica, la vita umana, una rincorsa determinata a guadagnare il massimo possibile magari tra un massaggio e l'altro.
E inizia a farsi largo una verità sempre più dirompente. Il profitto ha bisogno di una particolare crudezza nei rapporti complessivi, di una violenza che esonda dal luogo diretto della produzione - e solo nel libro di Bonaccorsi e pubblicato da Alegre abbiamo avuto la ricostruzione delle buste paga, dei turni massacranti e delle condizioni di lavoro dei cantieri alla Maddalena - e afferisce a tutto il resto. Fino ai festini, alle ripassate, alle cose megagalattiche. E alla gestione centralizzata, che è il cuore di tutto. Bertolaso in questo è il degno erede di Berlusconi. Per questo i due si piacciono e si sostengono l'uno con l'altro in una sorta di B2 come ha evidenziato Donadi dell'Idv.
Non sappiamo come finirà l'inchiesta, quali e quante verità saranno scoperchiate e quale livello di controffensiva muoverà il premier. Certo è che la vicenda contribuisce a spiegare cosa sia veramente il progetto della Protezione Civile Spa. Che va bocciata senza appello a partire, però, da una mobilitazione reale. Giovedì prossimo, 18 febbraio, si terrà il No Bertolaso Day, lanciato dai comitati dell'Aquila in tempi non sospetti e che oggi acquista un significato nuovo. L'opposizione alla nuova Spa e al sistema di potere della Protezione Civile si carica di un significato complessivo: è un'opposizione a un sistema di potere, a una concezione della vita pubblica, a una cultura di "governo" sprezzante e arrogante. E a un mix di affari e interessi illeciti che la metà basta. Una buona occasione per costruire una mobilitazione ambiziosa, in grado di andare oltre la sola denuncia e coinvolgere forze reali.

il video di Manuele Bonaccorsi ad Annozero:

potere assoluto from megafono quotidiano on Vimeo.

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