Venerdì notte accoltellati due giovani che uscivano da un centro sociale. Sabato notte assaltata la sede di Sinistra Critica di Torre spaccata. Alemanno dà la sua solidarietà agli aggrediti, ma si dimentica che questo clima è rafforzato dall'appoggio dei gruppi neofascisti alla candidata del Pdl Renata Polverini.
Venerdì notte due ragazzi accoltellati all’uscita del Centro sociale La Strada a Garbatella, al grido “avete rotto il cazzo voi dei centri sociali”.
Sabato notte l’assalto alle sedi di Sinistra Critica e del Partito democratico di Torre spaccata, con scritte sulle serrande inneggianti al duce e una croce celtica sulla faccia di Che Guevara.
«Non si tratta di atti di comune vandalismo – sostiene Sinistra Critica in un comunicato – né un evento ascrivibile al degrado delle periferie romane. Piuttosto un'azione che si inscrive nel clima di intolleranza alimentato dalle destre istituzionali».
Non è purtroppo la prima volta che a Roma accadono episodi del genere, anzi questa volta per fortuna nessuno ci ha perso la vita.
A ben guardare però due elementi colpiscono non poco.
Il primo è la diffusione di tali pratiche, che avvengono nel “rosso” quartiere di Garbatella come nella periferia più degradata di Torre spaccata e Tor Bella Monaca. Soprattutto quest’ultimo caso non sembra essere stato opera dei gruppi organizzati dell’estrema destra romana ma, per le modalità utilizzate, sembra un’azione poco più che improvvisata di un piccolo gruppo. Ma è forse per questo ancor più inquietante: dimostra la diffusione di un clima xenofobo e intollerante che trova alimento nelle politiche securitarie del Governo nazionale e cittadino, e nella campagna elettorale che nel Lazio è entrata nel vivo.
Ecco il secondo elemento. La campagna elettorale è entrata nel vivo, e le politiche razziste e securitarie sono utilizzate da destra per recuperare consenso, e sono spesso incredibilmente inseguite dal Partito Democratico. È della settimana scorsa un manifesto del PD del VI municipio – limitrofo al Municipio di Tor Bella Monaca – che rivendicava lo sgombero del Campo nomadi di via degli Angeli, a cui è seguita la risposta del Pdl ascrivendo a sé il merito di aver gettato per strada centinaia di famiglie. La lotta all’ultimo voto fatta sulla testa in primo luogo dei cittadini migranti, già sfruttati nei luoghi lavoro.
Dopo gli assalti di questo fine settimana, Alemanno ha espresso subito solidarietà al Pd e a Sinistra Critica, dichiarandosi «molto preoccupato»: «Dobbiamo evitare – ha aggiunto il sindaco – sia criminalizzazioni generalizzate che non servono a nulla sia di essere tolleranti verso gruppi sospetti. Per questo chiedo alla polizia grande attenzione ed estrema durezza nel colpire i gruppi di destra e di sinistra che possono generare queste situazioni». Ma Alemanno come intende dare corso alla sua solidarietà?
Servirebbe forse partire da atti concreti, come l’esclusione dalle liste per le elezioni regionali di candidati esplicitamente appoggiati dalle organizzazioni di estrema destra, e che in queste settimane di campagna elettorale inneggiano tranquillamente al fascismo. Le braccia tese che abbiamo visto in Campidoglio dopo l’elezione di Alemanno, le sta infatti incontrando anche Renata Polverini – candidata del Pdl alla Regione – in varie iniziative di campagna elettorale, come quella di sabato 23 gennaio al cinema Gregory di Roma con il suo alleato Storace. E la stessa organizzazione neofascista Casa Pound ha già annunciato il suo appoggio alla Polverini, in particolare ai candidati Luca Malcotti a Roma – anch’egli iscritto all’Ugl come la stessa candidata presidente – e Adriano Palozzi in Provincia – sindaco di Marino, e giovane imprenditore edile. Con entrambi i candidati Casa Pound annuncia nel proprio sito di aver raggiunto accordi programmatici.
Ad Alemanno e Renata Polverini spetterebbe almeno di dar conto di tali appoggi e di tali candidati, se non vogliono rischiare di rafforzare un clima e dei gruppi che si divertono – come in questi giorni – a trasformare la campagna elettorale della capitale in un campo di battaglia.