Corrispondenze

Npa, "Un candidato operaio"

Daniel Minvielle

Dpo la scelta di Olivier Besancenot di non ricandidarsi, l'Npa ha scelto il suo nuovo candidato alle presidenziali francesi del 2012. E' l'operaio della Ford Philippe Poutou.

"Un candidato operaio, non il candidato degli operai". Con queste parole di Philippe Poutou finisce l'articolo di Liberation di Martedì 28 Giugno a lui dedicato, dal titolo: Philippe Poutou un lavoratore per riavviare la macchina. La "macchina" in questione, l’NPA [Nuveau parti anticapitaliste, Ndt], è descritta in un altro articolo della stessa edizione come appena uscita da "una nuova frattura", al convegno nazionale dello scorso fine settimana. "Forse l'ultima"…risultato di due anni nei quali l’Npa ha “dilapidato” un “capitale militante”. Due anni nel corso dei quali l’Npa ha spazzato via le “speranze” riposte da molti nella formazione politica che prometteva di essere “il pezzo dei movimenti sociali orfani della rappresentanza politica”.
La stampa si diverte ad accentuare le tensioni provocate dai dibattiti democratici che dividono oggi il nostro partito. Ma capisce anche che la candidatura di Philippe è l’occasione per la maggior parte dei compagni di riunificarsi, senza per questo mettere a tacere le divergenze o chiudere il dibattito, naturalmente. La vera crisi non è all’interno dell’Npa, ma scuote l’intera società, e per affrontare tale crisi i militanti vogliono far vivere l’unità del partito nella pratica quotidiana, per portare avanti le idee e i programmi che ci uniscono.
Philippe rende concreta e credibile questa prospettiva. Il “Candidato operaio” risponde al bisogno di invitare chi sta in basso, le classi sfruttate e oppresse, ad alzare la testa, a combattere per i propri diritti, e di questo bisogno, di questa necessità, parlava Olivier Besancenot nella lettera in cui ha annunciato la sua scelta di non essere candidato. La corsa è partita, ed è partita bene, come dimostrano le reazioni che ha raccolto dai suoi stessi compagni di lavoro, che tutti possono ascoltare.
Ciò non sorpende se si considera che Philippe è un militante da una vita, già la sua adolescenza è stata segnata dalla ribellione contro l’ingiustizia sociale, dal desiderio di altri rapporti umani, di un’altra società. Proveniente da una famiglia popolare, suo padre, ora in pensione, era un postino, ha cominciato a fare politica a 17 anni con dei compagni che si dicevano anarchici prima di entrare in Lutte Ovriere [altra formazione politica anticapitalista francese, Ndt] di Bordeaux. Fu espulso nel 1997, insieme a quasi tutti i militanti di Bordeaux e di Rouen, per aver preso sul serio l’appello di Arlette Laguiller [leader di Lutte Ovirere, ndt] a costruire un nuovo partito dei lavoratori, e per aver voluto proseguire, quando la direzione ha ripiegato su se stessa, verso la costruzione di un raggruppamento delle forze politiche rivoluzionarie, l’unità tra Lutte Ouvriere e la Ligue comuniste revolutionaire. Ha poi partecipato alla costruzione e alla vita del gruppo Voix de Travailleurs che perseguiva tale linea politica. Nel luglio del 2001 la fusione con la Lcr è stato il risultato di questo percorso. Philippe ha poi preso parte alla costruzione dell’Npa, ed è membro della direzione dipartimentale girondina.
La vita politica di Philippe è strettamente legata alle sue lotte sociali. Dopo anni di lotte e attivismo, è stato assunto presso lo stabilmento Ford a Blanquefort, nei pressi di Bordeaux, nel 1996, ed è qui che è diventato un mlitante sindacale attivo, senza per questo rinunciare alla battaglia politica. Per lui la milanza sociale e quella politica sono indissociabili. È stato candidato in diverse tornate elettorali per la Lcr e per l’Npa, anche come capolista in Aquitania nelle ultime elezioni regionali, continuando, come segretario della Cgt della Ford, la lotta dei dipendenti dello stabilimento contro la chiusura, moltiplicando negli anni le iniziative – tra cui due “scorribande” al salone dell’auto – e cercando di unire, sempre con successo, il sostegno degli altri dipendenti con quello delle altre forze politiche della sinistra e quello dei collettivi locali.
Quindi sì, Filippo è un candidato operaio, "il candidato del movimento sociale", un lavoratore che fa politica. Come in occasione di ogni lotta quotidiana, sa che ancora una volta dovrà contribuire a riunificare le forze, all'interno del nostro partito naturalmente, ma più in generale le forze del mondo del lavoro e dei movimenti giovanili per fare fronte alla crisi causata dalle politiche delle classi dominanti e costruire un’altra prospettiva.

Traduzione dal francese di Giulio Calella.