la nota quotidiana

Nota quotidiana

Westworld alla Bolognaise. Viaggio a #FICO, parco distopico farinettiano (1 di 2)

Wolf Bukowski (da Giap*)

Le multinazionali potrebbero recuperare quote dei loro profitti coinvolgendosi in parchi tematici sul cibo sostenibile, che sanno benissimo non essere alternativi ma anzi perfettamente complementari al loro business. Facendoli così diventare una nuova, luccicante e “biodiversa” referenza in più nel loro già ampio catalogo.

Nota quotidiana

Per una "Giornata della memoria per le vittime italiane del terrorismo di stato argentino"

Gruppo “El Minuto” Napoli

Pubblichiamo la petizione rivolta ai parlamentari italiani dal gruppo "El Minuto Napoli" per istituire anche in Italia, ogni 14 settembre (data del sequestro di Maria Rosaria Grillo, argentina ma napoletana di nascita), la "Giornata della memoria per le vittime italiane del terrorismo di stato argentino".

Nota quotidiana

La presa del palazzo d'inverno

Lev Trotsky

Pubblichiamo di seguito un ampio stralcio del capitolo che descrive con precisione, grande ritmo narrativo e partecipazione emotiva la giornata tra il 25 e il 26 ottobre (6 e 7 novembre) di 100 anni fa, raccontata in "Storia della rivoluzione russa" dal principale dirigente del Comitato militare rivoluzionario del Soviet di Pietrogrado, Lev Trotsky.

Nota quotidiana

"Letteraria" si ferma. Rimane l’amore degli insorti.

Alegre

Dopo 15 numeri si fermano le pubblicazioni del semestrale di letteratura sociale fondato da Stefano Tassinari e andato avanti a lungo anche dopo la sua scomparsa. Non finiranno però i confronti, le presentazioni di libri reciproche e i festival di letteratura sociale. Perchè l'amore degli insorti genera sempre nuovi frutti.

Nota quotidiana

I "meccanoscritti", così nel 1963 gli operai si raccontavano

Giuseppe Lupo (da Avvenire)

L'idea di una scrittura comunitaria come di una collettività restituita a se stessa, compatta contro l'individualismo che sembra avere indebolito l'immagine del sindacato e, soprattutto, contro l'etica di un capitalismo che mostra il suo volto selvaggio proprio quando avverte il rischio di sconfitta e o di smarrimento.

Nota quotidiana

Imparare dalla Siria

Giuliano Milani (da Internazionale)

Il libro di Lorenzo Declich, tra i più attenti conoscitori italiani dei paesi in cui si sono svolte le primavere arabe, è particolarmente benvenuto. Non solo fa una storia del conflitto siriano dal 2011 a oggi, ma lo mette in una prospettiva critica, qualificandolo in modo persuasivo secondo una successione di concetti diversi.

Nota quotidiana

Il lavoro mai visto

Fabrizio Marcucci (da Ribalta)*

Si tratta dell’accenno di una piccola rivoluzione, perché questo nuovo scrivere potrebbe essere in grado di modificare la percezione che di sé hanno gli stessi lavoratori, assuefatti alla loro condizione da racconti e descrizioni fatti da altri, e magari portarli a voler cambiare quello che viene descritto come naturalmente dato, che è invece una costruzione che scaturisce da rapporti di forza che possono mutare.

Nota quotidiana

La vera storia di nonno Renato, giornalista e partigiano a Roma

di Barbara Bonomi Romagnoli (da La27ora)*

"Fino a quel momento avevo avuto in testa solo la sua morte e avrei messo le mani solo nel dolore. Invece Lizzani mi ha raccontato del gruppo di amici che erano e di cui non sapevo nulla, delle risate che si son fatti e allora ho capito che potevo raccontarne la vita prima ancora della morte"

Nota quotidiana

Come l'Italia sta rinunciando a cercare la verità sul caso Regeni

Lorenzo Declich (da Vice)*

Tra l'invio del nuovo ambasciatore in Egitto e la riabilitazione del regime di al-Sisi, il governo italiano sembra sempre meno interessato a fare davvero luce sull'omicidio del dottorando.

Nota quotidiana

Il senso del maiale

Giuliano Milani (da Internazionale)

Dietro il pretesto della difesa di presunte tradizioni sotto attacco (come quelle padane difese dai leghisti o quelle laiche difese in Francia dal Front national) si stia procedendo a un processo di identificazione del nemico su basi identitarie, un processo che non promette niente di buono.

Nota quotidiana

I templi dorati del consumo nel divenire bestiale della merce

Lorenzo Declich (da il manifesto)*

Sul cibo, cosa di cui non si può fare a meno e che possiamo reperire sempre più solo nella grande distribuzione, i capitalisti applicano tutto lo strumentario ideologico che renderebbe vario e "pieno di opportunità" questo mondo.

Nota quotidiana

Dal femminismo dell'élite alle lotte di classe nella riproduzione

George Souvlis e Ankica Čakard intervistano Cinzia Arruzza

Cinzia Arruzza, autrice per le nostre edizioni di Storia delle storie del femminismo (con Lidia Cirillo, 2017) e Le relazioni pericolose (2010), insegna Filosofia presso la New School for Social Research di New York. Pubblichiamo questa lunga intervista uscita su PalermoGrad.

Nota quotidiana

Prove di coscienza di classe

Cesare De Michelis (Domenicale del Sole 24 Ore)

Vittorini annunciava che l’industria era cresciuta tanto da trasformare la stessa letteratura, costretta a misurarsi con il mondo nuovo: in queste pagine la consapevolezza è minore, ma la voglia di avere una voce propria, di non doversi più affidare alle parole degli altri, è travolgente.

Nota quotidiana

La storia ritrovata di un amore e di una speranza di rivoluzione traditi dal ritorno a casa

Simone Pieranni (da il manifesto)*

Il cuore del volume è la scoperta di quella storia «indicibile», la necessaria volontà di raccontarla con parole sue, con quelle del nonno, con quelle di chi l’ha conosciuto, con frammenti di film, mozziconi di parole raccolte dai vecchi amici, immaginazione specie per quanto riguarda la nonna e la sua vita in prigione.

Nota quotidiana

Quella volta che Fantozzi si candidò con Democrazia proletaria

Matteo Pucciarelli*

Nel 1987, all'apice della carriera, Paolo Villaggio decise di candidarsi con Democrazia Proletaria. Quest'episodio è riportato nel libro di Matteo Pucciarelli "Gli ultimi mohicani" da cui riprendiamo questo stralcio per il nostro saluto al Ragionier Fantozzi.

Nota quotidiana

I colossi dell'editoria provano a cancellare Book Pride

Odei - Osservatorio editori indipendenti

Dopo il fallimento della prima edizione di Tempo di libri che aveva tentato di cancellare il Salone di Torino, l'Aie rilancia la seconda edizione sempre a Milano 2 settimane prima di Book Pride, la fiera degli editori indipendenti. Di seguito il comunicato dell'Odei #IoVadoABookPride

Nota quotidiana

«Cinquant'anni dopo», una storia che diventa grido disperato

Tommaso Di Francesco (da il manifesto)

Non più due Stati, ma nemmeno uno Stato solo, quello israeliano che ha requisito le loro terre ma non intende accettarli se non in regime di apartheid. Non sono bastate, ricordano gli autori, stagioni di intifada, leader prestigiosi, disperazioni collettive, decine di migliaia di vittime.

Nota quotidiana

Voci dal silenzio

Geraldina Colotti (da Le Monde diplomatique)

La storia dei movimenti rivoluzio­nari degli anni Sessanta e Settanta in Argentina è ancora poco conosciuta e a questo libro - battente e preciso - va il merito di averla richiamata al presente interrogando complicità e silenzi dell'I­talia di allora: quella delle stragi fasci­ste, dei servizi segreti "deviati" e della lotta armata, che anche spiega il ritardo del Partito comunista nella difesa di quei militanti.

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Del maiale nostrano non si butta via nulla, neanche il razzismo

Daniela Ranieri (da Il fatto quotidiano)

Mangiare maiale, spiega Bukowksi è un condizionamento del cristianesimo , dunque per nulla un atto “laico”. Questa finta opera di laicizzazione del credente maschera una sua trasformazione in consumatore. Ancora una volta, ma in forma di farsa come previsto da Marx, non è la Ragione, ma la legge della Struttura, il Mercato, a fagocitare le Sovrastrutture e i principi delle comunità.

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La parola collettiva, la lotta, la fabbrica

Giorgio Fontana (da A rivista anarchica)

Dice a gran voce, in un panorama dove “il racconto del lavoro non fa notizia, anzi non è notizia”, che le fabbriche esistono ancora. Che la produzione esiste ancora, contro ogni ideologia di immaterialismo, ed esiste il dolore che la produzione genera