Nota quotidiana

Le favolose narrate di Porpora

Antonia Caruso (da La falla)*

Favolose narrate, descritte in poche righe, ma che, scritte e non fotografate, si sottraggono alla visione morbosa che rende le donne trans, ancora adesso, le incarnazioni di un desiderio impossibile, complice il fatto che nel nostro passato recente l’unica possibilità era la strada, o, anche, la torchiatura più o meno ardua di quel desiderio nascostamente annidato negli anfratti dei clienti.

Con L’aurora delle trans cattive, edito da Alegre, Porpora Marcasciano continua la sua narrazione del fenomeno trans tra anni Settanta e Ottanta, oggi a rischio oblio.
Un’archeologia della memoria ironica e orale, già sperimentata con successo in Antologaia, riedito sempre da Alegre dopo la prima edizione con Il dito e la luna, storica casa editrice femminista.

Senza rinunciare a uno sguardo ampiamente partecipato e presente, Porpora rimane un passo indietro, non si chiude nella sua storia personale e lascia spazio agli eventi, agli aneddoti ma soprattutto a tutte le compagne conosciute, incontrate e scontrate, quelle trans cattive o incattivite o semplicemente bizzarre, che ai personaggi di Fellini uniscono quelli dei film di Caligari, ambientati nella Roma tossica di inizio Ottanta.

Favolose narrate, descritte in poche righe, ma che, scritte e non fotografate, si sottraggono alla visione morbosa che rende le donne trans, ancora adesso, le incarnazioni di un desiderio impossibile, complice il fatto che nel nostro passato recente l’unica possibilità era la strada, o, anche, la torchiatura più o meno ardua di quel desiderio nascostamente annidato negli anfratti dei clienti.
La costruzione dell’identità trans in quegli anni non poteva che essere quella che è stata – esagerata, duttile, aggressiva, determinata – e che ha portato nel 1982 alla prima legge per le persone trans, nel 1990 al primo consultorio specializzato e nel 1994 alla nascita del Mit.

In questo gli scritti di Porpora si distaccano nettamente dalla narrazione individualista dei memoir trans (almeno quelli pubblicati in Italia) di sofferenza-corposbagliato-presadicoscienza-ormoni-operazione-rinascita, per abbracciare una visione più ampia e politica e un approccio più sociologico che in L’aurora delle trans cattive emerge molto più rispetto al passato, complice anche la lucidissima prefazione della storica Stefania Voli.
A questo punto non posso non chiedermi e chiederci cosa avremo da raccontare noi trans tra trent’anni di quello che stiamo costruendo e vivendo adesso?

*Fonte: http://lafalla.cassero.it/porpora-marcasciano-laurora-delle-trans-cattive/

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