Il premier uscente, Maliki sarebbe in vantaggio nel sud sciita del paese. Ma i risultati, parziali e non ancora dichiarati, sono già contestati dalla Coalizione sciita. E così l'annuncio dei risultati slitta ancora di qualche giorno
Sarebbe stato rinviato l’annuncio dei risultati parziali delle elezioni legislative irachene del 7 marzo, che era previsto per oggi. Lo riferisce l’agenzia di stampa tedesca DPA, citando fonti della Commissione elettorale – la IHEC. La fonte avrebbe detto che i risultati saranno resi noti “nei prossimi giorni”, senza fornire ulteriori dettagli o spiegazioni.
Molto probabilmente alla base dell’ulteriore rinvio (di annuncio dei risultati parziali – basati sul 30% dei conteggi si era parlato già per ieri) c’è la grana scoppiata nel frattempo - ad opera dell’Iraqi National Alliance (INA), la coalizione che raggruppa la maggioranza delle forze sciite, ma non il partito del premier Nuri al Maliki, al Da’wa.
Ne riferisce il New York Times, in un pezzo appena pubblicato online, da cui si apprende che Ahmed Chalabi, esponente di spicco dell’INA, nonché artefice, nella sua veste di presidente della cosiddetta “Commissione di giustizia e responsabilità”, dell’esclusione dal voto di centinaia di candidati, e della squalifica di altri 55 alla vigilia delle elezioni per presunti legami o simpatie ba’athiste, pretende che la IHEC faccia avere i risultati parziali del voto ai candidati prima di annunciarli pubblicamente.
Il motivo? La coalizione sciita, che, secondo conteggi informali che stanno circolando in questi giorni, sarebbe indietro rispetto all’Alleanza per lo Stato di diritto di Maliki, e a Iraqiya, l’alleanza nazionalista guidata dall’ex Primo Ministro Iyad Allawi, ha contestato sia la trasparenza delle operazioni di conteggio che il sistema computerizzato utilizzato per tabulare i voti.
Un’altra grana, insomma. Da cui la IHEC adesso deve tirarsi fuori.
Intanto continuano a circolare notizie, più o meno attendibili, sull’esito del voto.
Un non meglio identificato “funzionario occidentale” citato dal quotidiano Usa, che avrebbe visto i risultati parziali ma non può esporsi con nome e cognome perché solo la Commissione elettorale irachena è autorizzata a diffondere dati ufficiali, parla di “gara molto ravvicinata”.
“Qualunque siano i risultati finali”, anticipa, “sappiamo che formare il governo sarà una lotta agguerrita”.
La vicenda è solo agli inizi.
Fonti: DPA, New York Times