Fermiamo la centrale Snam

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Tempi moderni

Sabato 20 marzo ci sarà a Roma la manifestazione per l'acqua pubblica. In mattinata però, alle 9, ci sarà anche un corteo a Sulmone, provincia dell'Aquila, per dire no alla centrale Snam che rischia di distruggere le coltivazioni e le stesse sorgenti d'acqua. Oggi il comitato ha presentato l'iniziativa

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SULMONA – Sperano di bissare la grande partecipazione di cittadini della prima manifestazione pubblica di due anni fa i Comitati cittadini per l’ambiente, che torneranno a sfilare (questa volta non in aperta campagna, ma in centro), sabato 20 marzo a partire dalle 9.
Il corteo vuole dire no alla centrale Snam e agli altri impianti impattanti, che minacciano il territorio. La manifestazione e la locandina sono stati presentati stamattina in conferenza stampa. Si partirà alle 9.30 da piazza Carlo Tresca, passando per il centro storico e raggiungendo il cinema Pacifico, dove si terrà un'assemblea pubblica, a partire dalle 11.
In prima linea ci saranno i trattori degli imprenditori agricoli e dei contadini della Valle Peligna, fortemente contrari ad un impianto che rischierebbe di danneggiare le loro colture.
A rischio soprattutto la metà della produzione dell’aglio rosso (35 quintali all’anno), che si coltiva proprio sui terreni dove dovrebbe sorgere la centrale Snam e passare il metanodotto. In pericolo sarebbero anche frutta (in particolare le pesche giallone), ortaggi e cereali.
“L’acqua sorgiva si trova ad appena 20 centimetri di profondità – ha detto Bruno Rosso, portavoce degli agricoltori – ed è evidente che un impianto come il metanodotto andrebbe a compromettere le falde acquifere e di conseguenza la genuinità dei nostri prodotti”.
Intanto, sono circa 12 gli ettari di terreni venduti da circa cinque contadini, a soli 70 centesimi al metro quadro (contro il valore di mercato che va da un euro e mezzo a tre).
Parteciperanno anche i membri dell'Isde (l'associazione medici per l'ambiente) e altre 15 associazioni.
"La guerra la vinceremo con la collaborazione di tutti – ha detto Mario Pizzola, portavoce dei Comitati - dopo due anni di battaglie, per noi è già un grosso risultato aver convinto le istituzioni ad opporsi al progetto. Ma ora tocca agli onorevoli del territorio farsi sentire presso le sedi opportune. Altrimenti saranno considerati corresponsabili.

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