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Che fine ha fatto la rivoluzione siriana?

Lorenzo Declich*

Caduta Raqqa, la guerra continua. Ma la partita non è solo militare. Anche se la rivolta civile che scosse il regime sembra lontana. E c’è chi pensa non ci sia mai stata. Chiedetelo ai siriani che quella rivoluzione l'hanno fatta. E hanno ancora in testa un'idea di futuro per la Siria

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1 ottobre: il giorno che ha commosso la Catalogna e lo Stato Spagnolo

Josep Maria Antentas*

Pubblichiamo un'interessante e approfondita analisi di Josep Maria Antentas, autore per Alegre di "Pianeta indignato", che analizza gli scenari aperti dal referendum in Catalogna, l'importanza della dimensione autorganizzata, la sua composizione sociale, lo stato delle forze in gioco, l'imminente scontro con lo Stato e le possibili linee strategiche per la sinistra catalana e non.

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Edgardo Lander: «Solo la Costituzione chavista può evitare una guerra civile»

Intervista di Paco Martinez (da il manifesto)*

Sui media nazionali e internazionali si identifica l’«opposizione» con la destra ma per i sondaggi più affidabili, gran parte dei venezuelani oggi rifiuta il governo. È un ampio spettro di popolazione: da piccoli gruppi di sinistra a una serie di attori prima chavisti poi disincantati dal governo Maduro.

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Quattro domande per capire cosa sta succedendo in Siria

Lorenzo Declich*

Cosa è successo di preciso nella provincia di Idlib? Cosa succederà dopo l'attacco americano? Qual è la situazione in Siria?

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Il fondamentalismo islamico, la primavera araba e la sinistra

Intervista a Gilbert Achcar

Achcar è professore di relazioni internazionali presso la School of Oriental and African Studies (SOAS) di Londra e autore di numerosi libri tra cui il nostro “Scontro tra barbarie. Terrorismi e disordine mondiale“. Ashley Smith lo ha intervistato su una delle domande più importanti poste dalla Primavera Araba: la sinistra cosa ha capito del fondamentalismo islamico e come ci si relaziona?

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Pablo Iglesias: Trump e il momento populista

Pablo Iglesias*

La crisi finanziaria del 2007, prima o poi, avrebbe dovuto avere una traduzione politica. Negli USA si chiama Trump, in Francia Le Pen e in Spagna Podemos. Ci assomigliamo in qualcosa? In niente, quello che si assomiglia sono i momenti politici.

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Shimon Peres è stato davvero una colomba?

Michele Giorgio*

Figura controversa, l’ex capo di stato israeliano, morto la scorsa notte, è stato considerato un uomo di pace in Occidente e invece detestato da tanti palestinesi che lo accusavano di mascherare, con la sua retorica pacifista, il volto intransigente di Israele

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Spagna: vince la conservazione, nessuna spallata da Podemos

Giacomo Russo Spena e Steven Forti*

Fortemente condizionate dalla Brexit e dalla paura del cambiamento, dalle urne iberiche esce un netto successo della destra di Rajoy. Il Psoe giunge secondo, a conferma della vittoria dell’establishment. Podemos al 21% paga l’accordo elettorale con la sinistra radicale di IU. Ma la partita è ancora aperta e la forza di Iglesias, dall’opposizione, potrà dire la sua.

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Nel precipizio sordo del mondo

Simone Pieranni*

Lorenzo Declich in Giulio Regeni le verità ignorate riesce a tenere una linea narrativa che ci permette di addentrarci in un paese, l’Egitto, nel quale la morte di un ragazzo precedentemente scomparso, non è purtroppo un fatto eccezionale.

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Attentati Bruxelles, l’estrema destra prepara una marcia su Molenbeek

Valerio Renzi*

L'estrema destra annuncia per il prossimo sabato una marcia europea su Molenbeek, il quartiere da dove venivano e dove si erano nascosti i jihadisti degli attentati del 22 marzo a Bruxelles e dello scorso novembre a Parigi. Le periferie-ghetto delle città europee rischiano di diventare così un territorio di battaglia.

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Perché Evo ha perso il Referendum

Pablo Stefanoni

Evo si è messo da solo in quella che sembrava la scelta più difficile in una gestione caratterizzata dal susseguirsi di forti successi elettorali. Come se l'"astinenza" elettorale risultasse insopportabile per un leader che ha bisogno della continua approvazione delle masse

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Cose che non possiamo più ignorare dopo la morte di Giulio Regeni

Lorenzo Declich*

Una parte dell'Italia non vuole parlare dei regimi, perché scardinano il racconto "comodo" di un mondo arabo-islamico messo in ginocchio dai terroristi. Però nella "mancanza di democrazia" in quei paesi, giocano ancora ruoli da protagonisti vecchi e nuovi tiranni "laici" e "nazionalisti" che nel 2011 le rivoluzioni arabe avevano provato a cancellare dalla storia.

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“Non c'è nulla di misterioso nello Stato Islamico”

Intervista a Gilbert Achcar

Questo fenomeno rientra pienamente in ciò che ho definito come lo “scontro tra barbarie” nell'omonimo libro scritto all'indomani dell'undici settembre.

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Venezuela: il canto del cigno del chavismo?

Juan Agulló e Rafael Rico Ríos

Perché, dopo tante vittorie, questa volta il chavismo ha perso? Per rispondervi occorre porsi il problema di cosa è stato e di cosa è oggi il chavismo.

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Vittoria all'Hotel Bauen: un sì all'esproprio!

Gigi Malabarba*

Giornata storica per i lavoratori e le lavoratrici che occupano l’Hotel Bauen di Buenos Aires da 13 anni: il Congresso argentino ha deciso l’esproprio dell’impresa Mercoteles S.A. a favore dei 130 occupanti.

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Fine di un ciclo in America latina?

Franck Gaudichaud*

A oltre 40 anni dal colpo di Stato in Cile; a 30 anni dalla fondazione del Movimento Sem Terrra brasiliano; a 20 anni dal grido zapatista “Ya basta!” in Chiapas; a 15 anni dalla vittoria elettorale di Hugo Chávez in Venezuela, i popoli indo-afro-nostramericani e i loro tentativi di costruzione di grammatiche emancipative sembrano giunti a un nuovo punto di inflessione.

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Lo spiegone della sentenza del Tribunale di Amburgo: se questa è una vittoria

Matteo Miavaldi*

La sentenza del Tribunale del Mare di Amburgo è stata in Italia incredibilmente raccontata come una "prima vittoria". Eppure la sentenza dice tutt'altro, solo che in Italia - dal governo fino alla "stampa blasonata" - sembra non ci sia l'interesse di spiegare gli sviluppi del caso.

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Amara Center, luogo simbolo della resistenza

Rojava calling (da il manifesto)*

Il centro culturale Amara, colpito da un attacco suicida che ha ucciso decine di giovani volontari, è stato il luogo che ha accolto tutte le iniziative di solidarietà internazionale di questi mesi, compresa la staffetta italiana Rojava calling che deve all'Amara center la stessa esistenza della propria esperienza.

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I resistenti globali al Califfato

Chiara Cruciati (da il manifesto)*

La guerra dell’Isis nel sanguinoso groviglio del nuovo ordine «regionale» che la resistenza dei kurdi a Kobane prova a dipanare. Un percorso di lettura a partire dai volumi "Kobane, diario di una resistenza" e "Kobane dentro, diario dal fronte della città assediata".

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Dieci punti sulla "svolta" dell'arbitrato internazionale per i due marò

Matteo Miavaldi da eastonline*

Sabato 27 giugno la Farnesina ha annunciato il ricorso all'arbitrato internazionale per sbloccare la vicenda dei due Marò. Molti giornali hanno parlato di svolta risolutiva, da questa analisi in dieci punti si evince che in realtà non cambierà molto.