Tempi moderni

Bertolaso dopo Berlusconi?

di Salvatore Cannavò

Il "ministro in salopette" Frattini costretto a scusarsi per le dichiarazioni del capo della Protezione civile a Haiti. Il quale incassa e rilancia: mancano i coordinamenti. Un maestro della dichiarazione e della tenuta della scena pubblica. Non è che si candida a succedere al Cavaliere?

Se uno vuole davvero immolarsi per una giusta causa, magari segue da vicino il dossier di Favara, in provincia di Agrigento, dove sembra che sul tavolo del Comune giacessero tramortite decine di ingiunzioni della magistratura per verificare lo stato del centro storico. Lì una casa è crollata miseramente annunciando la caduta con largo anticipo ma nessuno è intervenuto per salvare la vita alle due sorelline di 4 e 13 anni per le quali anche l'Arcivescovo di Agrigento si è indignato fino al punto di non celebrare la messa di stamattina.
Questo paese cade a pezzi ma occorre aspettare sempre l'ennesima tragedia per capirlo senza che questo significhi porvi rimedio. Forse dipende anche dal fatto che il capo della Protezione Civile preferisce mettersi a fare polemica con gli Stati Uniti, accusandoli di scarsa capacità nei soccorsi ad Haiti e di maggiore attenzione alle bella mostra mediatica piuttosto che occuparsi dei disastri italiani. Nel suo carnet, infatti, ad oggi splende la bella figura rimediata all'Aquila - anche se bisgnerebbe chiedere agli aquilani cosa ne pensano - ma ci sono invece diverse spine e lati oscuri, come documenta con grande chiarezza Manuele Bonaccorsi nel libro "Potere Assoluto". E c'è, lo si capisce già dall'insistenza con cui viene promosso il maglione blu della Protezione civile, la cura maniacale della comunicazione televisiva e di massa, la voglia di passare per un uomo concreto allergico alle chiacchiere e alle inefficienze della politica. E così, accusando gli Stati Uniti di pensare solo alla visibilità internazionale - e magari è pure vero - Bertolaso si è distinto per l'identico motivo, attirare i riflettori, mostrarsi come uno fuori dal coro, che non le manda a dire.
Solo che stavolta ha fatto male i conti. Gli Stati Uniti saranno pure un paese pieno di folklore politico ma sono ancora governati da gente che cerca di fare bene il proprio mestiere. E così ha rimediato una bella lavata di capo da parte della poco diplomatica Hillary Clinton che gli ha dato del "polemista da dopo partita", una via di mezzo tra Aldo Biscardi e Giampiero Mughini. Non solo, sempre la signora Clinton ha convocato al Dipartimento di Stato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, facendogli un "liscio e busso". Cosa non difficile vista la statura politicamente ridicola del ministro in salopette (il sito internet della Farnesina è pieno di sue foto in pista da sci...) che, come si dice nei bar, appunto, "ha preso e portato a casa": «Apprezziamo molto la leadership americana, l'impegno di Obama e dell'amministrazione Usa per Haiti», ha infatti ribadito.
A quel punto Bertolaso ha capito di averla fatta grossa e ha rispiegato alle agenzie di stampa che il suo non era un attacco agli Stati Uniti, che «stanno mettendo in campo uno sforzo importante» per la popolazione di Haiti; ma una «critica alla mancanza di coordinamento delle organizzazioni internazionali» che sta lasciando «migliaia di haitiani abbandonati a se stessi». E poi ha replicato anche a Frattini: «Respingo l'ipotesi che abbia parlato come reazione emotiva: è noto che sono pagato per stare calmo ma anche per fare le cose per bene».
Quindi, un passo indietro e due avanti, rilanciandosi come uomo in grado di intervenire sul piano dei coordinamenti e assurgere quindi a un ruolo internazionale.
Da tempo Bertolaso ha dichiarato che vuole ritirarsi dalla Protezione civile, senza spiegare dove intende ricollocare la sua decennale esperienza. Gli osservatori dicono che con le esternazioni di Haiti si sia giocato il posto all'Onu che Berlusconi aveva individuato per lui. Però il nostro Re Sole è uno che si dedica ai fatti e non alle parole - riguardatevi intervista da Minoli di una settimana fa - e ha dimostrato di saper giocare al gioco preferito dal Cavaliere: fare dichiarazioni provocatorie per smentirle, parzialmente, il giorno dopo. E allora la domanda è semplice e spontanea allo stesso tempo: non è che Bertolaso si sta preparando a divenire il successore di Berlusconi alla faccia di Fini, Casini e Tremonti?

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