Nota quotidiana

Angela Davis, a viso aperto contro l’oppressione

Marie Moïse (da Left)*

Pubblichiamo l'incipit dell'articolo di Marie Moïse dedicato a Donne, razza e classe di Angela Davis da lei tradotto. L'articolo completo è disponibile sul numero cartaceo di Left uscito venerdì 31 agosto o sul sito della rivista tramite abbonamento.

Non ero ancora nata quando la mia famiglia, negli anni Sessanta, lasciò Haiti per sfuggire alle persecuzioni del regime di Duvalier. Arrivati in Italia come richiedenti asilo, ottennero tutti lo status di rifugiato politico. Compresa mia nonna, italiana di nascita, ma che in quanto donna, secondo la legge allora vigente, aveva perso la sua cittadinanza per aver sposato uno straniero, uno che di cognome faceva Moïse. Insieme alla cittadinanza, nonna perse tutti i diritti ad essa connessi, da quello di voto alla possibilità di esercitare la sua professione di insegnante. E se oggi quella legge è stata abolita è grazie alla tenacia di nonna e della marea di donne che scesero in piazza in quegli anni alla conquista dei propri diritti.

Così, sono nata con un “privilegio”: quello di ereditare da una parte la cittadinanza italiana, e dall’altra il cognome dei Moïse, ovvero il nome trasmesso a me attraverso i secoli da una famiglia di schiavi d’origine africana. Com’era consuetudine ai tempi tratta transatlantica degli schiavi, i colonizzatori del cosiddetto “nuovo mondo” usavano sostituire il nome d’origine dei loro schiavi con un nome biblico (Moïse significa Mosè in francese) per sradicarli definitivamente dalla loro terra e dalla loro storia.

La schiavitù e il razzismo così come la violenza sulle donne e lo sfruttamento di classe si nutrono di un lavoro quotidiano di appiattimento della storia sul presente, un’operazione che rescinde i nessi tra i fenomeni sociali e le loro origini. Nella tabula rasa di un presente senza tempo e sempre uguale a se stesso, le ingiustizie ci appaiono come ostacoli perenni e insormontabili a cui non resta che abituarci nel momento in cui calano come un sipario su ogni orizzonte di cambiamento.

È questo il tempo della crisi economica contemporanea: la crisi che ha generalizzato la condizione di precarietà, impennato le cifre di femminicidi e violenze sessuali, moltiplicato le aggressioni razziste e il lavoro semi-schiavile dei migranti spinti ai margini della società.

Eppure, in questo presente disperante, un movimento sociale di…

*Da Left

leggi anche

Donne, razza e classe

di: Angela Davis

Storia delle storie del femminismo

di: Cinzia Arruzza Lidia Cirillo

Ni una menos

di: Degender Communia

Le relazioni pericolose

di: Cinzia Arruzza

Il sesso e il genere

di: Eleni Varikas

La somma delle oppressioni

Giuliano Milani (da Internazionale)

Donne, razza e classe. Intervista a Cinzia Arruzza

Ginestra Bacchio (da Mimesis Scenari)*

Il femminismo secondo Angela Davis al #SalTo18

Roberta Scalise (Da Torino Oggi)

L’assedio al razzismo comincia tra i banchi

Angela Davis (da il manifesto)*