Siria, la rivoluzione rimossa

Dalla rivolta del 2011 alla guerra
di: Lorenzo Declich

La Siria oggi è ridotta in macerie, più di un terzo della popolazione è fuggito all’estero e un altro terzo ha dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Le vittime civili sono più di mezzo milione e circa il doppio i feriti e mutilati. Tutto questo nella sostanziale indifferenza delle cosiddette “democrazie avanzate”.
Ma prima di divenire teatro di questa guerra la Siria ha vissuto, dal 2011, una vera e propria rivoluzione. Un imponente quanto disorganizzato movimento di popolo ha intrecciato le aspirazioni dei giovani con le rivendicazioni della parte più svantaggiata della società. È stato il più importante tentativo di autorganizzazione dal basso nel contesto delle rivolte arabe, caratterizzato dalle parole d’ordine “libertà”, “dignità” e “cittadinanza”, ma forse proprio per questo è stato cancellato nei discorsi prima ancora che nei fatti.
L’autore racconta la storia di questi anni da un punto di vista preciso. Ritiene infatti che il principale problema della Siria oggi sia il regime di Bashar al-Asad e ne descrive le caratteristiche insieme alle condizioni sociali ed economiche che hanno prodotto la rivolta. Approfondisce le dinamiche della protesta, per arrivare alle terribili strategie di repressione attuate dal regime e all’attuale situazione di guerra.
Con l’entrata in campo nel 2013 dello Stato islamico è stata proposta un’unica opzione: stare con l’Isis o con Asad. Ciò ha cancellato la possibilità di analisi approfondite su un conflitto che non può non essere letto su più livelli. Smontando alcuni miti e contestando le fonti su cui si basano molti giornalisti – oltre a complottisti di varia risma – l’autore analizza la deriva confessionale del conflitto, la strategia di compartimentazione della Siria attuata dal regime, l’economia di guerra e gli interessi diversi degli "attori geopolitici" (Stati Uniti, Russia, Iran…). Ma soprattutto rimette al centro del campo visivo i siriani e la loro rivoluzione, unica speranza per il futuro.

Ho visto la rivoluzione e la guerra da lontano, e poi ho passato al vaglio centinaia di video e testimonianze, molte delle quali terribili, prima di decidere che dovevo fermarmi un po’ per non essere sopraffatto dalla disperazione, dalla rabbia e dall’impotenza. La scrittura di questo lavoro ha significato ritornarci, affrontare di nuovo quelle immagini e quei testi, cercando di tenere lontani i mille rivoli di odio che dalla Siria, in forme spesso trasfigurate, degradate o meschine, si espandono nella rete e fuori. Ne sono uscito con la convinzione definitiva che la Siria nel 2011 era un paese meraviglioso nonostante il regime di Bashar al-Asad. I suoi rivoluzionari, la maggior parte dei quali è di gran lunga più giovane di me, ne erano il cuore. Guardando alla forza, al coraggio e alla generosità di coloro che per la rivoluzione sono morti e di chi è ancora vivo e attivo, ho intravisto una luce alla fine del tunnel.

Autore
Lorenzo Declich è un esperto di mondo islamico contemporaneo. Co-traduttore dall'arabo di saggi e romanzi, ha collaborato con diverse testate giornalistiche e con la trasmissione “Islam, Italia” di Gad Lerner. Le sue pubblicazioni più recenti sono L'islam nudo: le spoglie di una civiltà nel mercato globale (Jouvence, 2015), Islam in 20 parole (Laterza, 2016) e Giulio Regeni, le verità ignorate (Alegre, 2016).

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la scheda del libro:
autore/i: Lorenzo Declich
prefazione: Girolamo De Michele
prezzo: 15€
pagine: 318
isbn: 9788898841653
date uscita: 09/2017