Teorie mistche e profane, Antonio Carioti da "La lettura" del Corriere della sera

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Di Antonio Carioti (Da "La lettura", inserto del "Corriere della sera" del 24/02/2013)

Con la crisi finanzaria globale, torna ad aleggiare il fantasma del comunismo. Slavoj Zizek, nel saggio Un anno sognato pericolosamente (Ponte alle Grazie), lo evoca nella forma del "dio nascosto" (sì, quello di Blaise Pascal), che si rivela attraverso "ambigui segni del futuro": una sorta di "miracoli", riconoscibili come tali "solo da una impegnata posizione di classe".
Invece le edizioni Alegre propongono un volume del filosofo marxista Daniel Bensaid (scomparso nel 2010), il cui stesso titolo, Elogio della politica profana, indica la direzione opposta. Infatti "rovesciare la logica di secolarizzazione", per Bensaid, significa "ricadere nelle brume del sacro", dove prospera "il variegato corteo di coloro che operano miracoli".
Sono dunque ben lontani i tempi - certo da non rimpiangere - in cui il comunismo si presentava come una dottrina scolpita nella pietra. Oggi ciascuno lo intende come preferisce, mistico o profano. Un comunismo liquido per dirla con Zygmut Bauman. Forse addirittura gassoso.