Luigi Sturniolo su Terre Libere

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Un libro uscito a fine 2009, Potere assoluto, la Protezione civile al tempo di Bertolaso, di Manuele Bonaccorsi, anticipa quanto verrà mostrato dall’inchiesta di Firenze sui grandi eventi e descrive il sistema politico-economico dell’emergenza governato dall’asse Berlusconi-Bertolaso.
Di Luigi Sturniolo http://www.terrelibere.org/libreria/potere-assoluto

Dopo l’inchiesta di Firenze sul G8 de La Maddalena, dopo l’arresto di Balducci e soci, dopo le intercettazioni di Bertolaso, dopo aver sentito gli allegri imprenditori che ridevano mentre gli Aquilani morivano sotto le macerie in molti si sono svegliati e hanno messo in discussione il meccanismo di funzionamento della Protezione Civile e del suo capo incontrastato.
Manuele Bonaccorsi, redattore del settimanale Left, il libro Potere assoluto, la Protezione civile al tempo di Bertolaso, l’ha scritto nel 2009, quando sembrava ci fosse un consenso unanime sull’operato dei professionisti del disaster management. Bonaccorsi descrive un sistema dell’emergenza che si applica oltre che ai disastri, ai grandi eventi sportivi, politici, culturali, alle infrastrutture, retto dall’asse Berlusconi-Bertolaso. In otto anni e mezzo, questo sistema, che agisce in deroga alle norme vigenti in tema di appalti, sicurezza, lavoro viene praticato attraverso oltre 500 ordinanze per una spesa complessiva di oltre 10 miliardi di euro.
Peraltro, la carriera di Bertolaso è abbastanza bipartisan. Viene chiamato da Francesco Rutelli a gestire il Giubileo del 2000 e rimane in carica anche con Prodi presidente del Consiglio sebbene, va detto, in quel periodo il numero di ordinanze si riduce drasticamente. Alcune ordinanze sono quasi comiche. Per l’esposizione delle reliquie di San Giuseppe da Copertino, ad esempio, viene emanata l’ordinanza 3356/2004 che concede i poteri speciali al sindaco del paese di nascita del mistico pugliese. Stesso trattamento per il pellegrinaggio a Loreto denominato “Agorà dei giovani italiani” e naturalmente per tutti gli spostamenti del Papa. Un’emergenza viene considerato “l’eccessivo afflusso turistico” alle Isole Eolie.
Altre si riferiscono, invece, a questioni che riguardano fortemente le condizioni di vivibilità delle città. Poteri speciali, ad esempio, vengono dati al sindaco di Messina per le nocività causate dal transito dei Tir in pieno centro cittadino. Tutte quante insieme, le ordinanze, però, tendono a descrivere un sistema che garantisce ai sindaci di gestire risorse pubbliche senza troppi controlli.
Nell’analisi di Bonaccorsi viene sottolineato l’abbandono, da parte della Protezione civile, delle funzioni di prevenzione e studio e la scelta di privilegiare la gestione degli appalti e i grandi eventi. “Meglio intervenire dopo, quando il danno è già fatto. E cominciano gli appalti. Ricchi e sciolti da ogni controllo… Sulle ordinanze, infatti, i due organismi di controllo dello Stato – la Corte dei Conti e la Corte Costituzionale – non possono intervenire”. E’ nel capitolo curato da Daniele Nalbone, Grandi eventi, che l’anticipazione di ciò che accadrà a distanza di mesi si fa’ straordinaria.
A proposito dei campionati mondiali di nuoto, al centro delle attuali inchieste della magistratura, Bonaccorsi scrive: “Costo totale della competizione, tra ristrutturazione del Foro Italico, allestimento degli spalti e del percorso delle gare in mare a Ostia e preparativi vari, circa 50 milioni di euro. Soldi spesi per impianti e strutture che non sono serviti alla competizione, in tutta la Regione Lazio, oltre 400 milioni di euro consegnati direttamente da Guido Bertolaso ai commissari straordinari di “Roma 2009” nominati su suo “consiglio”: Angelo Balducci in epoca veltroniana, Claudio Rinaldi dal momento dell’elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma.”
C’è anche l’ormai famoso club che Bertolaso frequentava per ricevere dei massaggi che lo liberassero dallo stress. “Angelo (Balducci) può dare una mano agli affari del figlio Filippo, fondatore del Salaria Sport Village, uno dei tanti impianti che, grazie ai permessi di Roma 2009, ha potuto usufruire di fondi pubblici per ampliarsi. Il tutto nonostante il rischio di esondazione del Tevere, che scorre proprio intorno al circolo sportivo”.
In merito al G8 della Maddalena il libro descrive le innumerevoli violazioni contrattuali nei rapporti di lavoro e la violazione delle norme sulla sicurezza. A questi va aggiunto il “regalo” fatto a Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. “…l’edificio che avrebbe dovuto ospitare il summit … è stato recentemente assegnato alla Mita Resort, gruppo della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, al modico prezzo di 41 milioni di una tantum, e 600mila euro di affitto annuale. Se il ricorso al Tar presentato da due imprenditori contro l’assegnazione non dovesse andare a buon fine, Emma Marcegaglia potrebbe godere del possesso dello stabile fino al 2049. Quarant’anni, al prezzo di 1,6 milioni l’anno, per 155mila metri quadri: circa 10 euro al metro quadro…”.
E qui ritornano i personaggi che abbiamo imparato a conoscere tramite l’inchiesta della Procura di Firenze. “…l’Arsenale Scarl è controllata per il 35 per cento dalla Redim 2002, di cui è proprietaria, al 50 per cento, Vanessa Pascucci. A sua volta Pascucci possiede una quota della Erretifilm, il cui amministratore è Rosanna Thau, moglie di un certo Angelo Balducci. Ossia di colui che ha gestito, in qualità di soggetto attuatore, gli appalti del G8, dal 22 dicembre 2006 al 13 giugno 2008. Prima di approdare alla presidenza del Consiglio superiore dei lavori pubblici, chiamato dal ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. La società cinematografica della moglie di Balducci ha sede sempre a Grottaferrata nell’hinterland di Roma, la stessa città in cui ha sede l’Arsenale Scarl. Lo stesso paese e lo stesso indirizzo, Via IV novembre 32, della Impresa Anemone Costruzioni. Che ha vinto, per i cantieri del G8, un appalto da 177 milioni di euro. Non solo, la Anemone ha lavorato anche nella speculazione immobiliare del Salaria Sport Villane…”.
E chi va a sostituire Balducci come soggetto attuatore in Sardegna? Gian Michele Calvi, direttore del progetto C.A.S.E. a L’Aquila. Insomma, una specie di staffetta. L’esplicitazione del ruolo militare e di presa di possesso del territorio Bertolaso la rende esplicita nella vicenda dei rifiuti della Campania. I siti individuati per le discariche vengono definiti “di interesse strategico nazionale”. Tutte le manifestazioni di contestazione dell’operato del sottosegretario vengono vietate. Pene pesanti vengono previste per chi disobbedirà. Viene utilizzato l’esercito.
Vengono scavati i buchi di Chiaiano (“Davanti all’ingresso della discarica, dai primi di agosto del 2009, è posteggiato un autocompattatore giallo al cui interno sono stati individuati rifiuti radioattivi”), Savignano Irpino (“I comitati territoriali denunciano che, quando piove, le vasche utili a raccogliere il percolato si riempiono e inondano i terreni intorno”) e Terzigno (“La stessa cava per la quale Bertolaso e Di Gennaro cercavano uno stratagemma per aggirare il Decreto del governo [sulla frazione organica stabilizzata], come confermato dalle intercettazioni”).
Per l’inceneritore di Acerra finiranno poi sotto inchiesta l’ex Commissario Bassolino e Impregilo. Il combustibile secco derivato dalla lavorazione dei rifiuti si sarebbe rivelato “tal quale”. Le indagini, tra l’altro, colpiscono anche Claudio De Biasio, “attuatore con funzioni vicarie” del G8 della Maddalena.