La Spagna di 'Podemos' esempio per sinistra italiana (da adnkronos)

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"Vengono considerati i grillini spagnoli ma non lo sono, rifiutano il termine 'antipolitica' per definirsi perché ritengono che l'antipolitica sia quella che Partito Popolare e Partito Socialista hanno praticato in Spagna dalla caduta del regime franchista in poi, causando la distruzione dello Stato sociale, le privatizzazioni selvagge, la riduzione dei diritti". A bocciare così, conversando con l'AdnKronos, la banalizzazione in grillismo iberico del movimento spagnolo Podemos (Possiamo) è Giacomo Russo Spena, autore con Matteo Pucciarelli di 'Podemos - la sinistra spagnola oltre la sinistra' (Edizioni Alegre), un libro che di fatto indica proprio la via spagnola come valido esempio per la sinistra italiana.

Una via iniziata il 17 gennaio di quest'anno, quando alcuni attivisti di sinistra legati al Movimiento 15-M, noto anche come il movimento degli indignados, hanno fondato appunto Podemos. la formazione si è poi presentata alle elezioni europee ottenendo a sorpresa l'8% dei voti, quanto basta per essere il quarto partito spagnolo, ed eleggendo cinque eurodeputati. Russo Spena e Pucciarelli, entrambi giornalisti, il primo di Micromega, il secondo di Repubblica, insieme hanno già firmato, sempre nel 2014 e sempre per le Edizioni Alegre 'Tsipras chi? Il leader greco che vuole rifare l’Europa'. "Un'altra differenza forte è che per loro l'Europa è centrale -prosegue Russo Spena - insomma con i grillini italiani hanno tante divergenze e qualche affinità: hanno un programma di sinistra, vengono dal movimento degli Indignados, usano molto la rete e molto più democraticamente dei grillini dato che non hanno un 'padre padrone' che gestisca una finta democrazia partecipata. Emblematico poi è il fatto che in Europa abbiano scelto di allearsi con Tsipras mentre l'M5s guardava a Farage".

"Podemos ha un normale leader carismatico, Pablo Iglesias, molto bravo a livello mediatico, come molto bravo è l'uomo di punta di Syriza, Alexis Tsipras -sottolinea Russo Spena- che ha dalla sua anche una storia più strutturata, un partito che ormai ha undici anni di vita, con una vita interna molto democratica". Almeno guardando alle platee elettorali, di Syriza e di Podemos, per Russo Spena è evidente che da Grecia e Spagna viene una possibile, ed efficace quanto a consensi, interpretazione del futuro che la sinistra può cercare di concretizzare: "Di fatto grazie a queste due realtà c'è una sorta di asse dell'Europa del Sud per contrastare i diktat tedeschi. In Italia è diverso, l'M5s pur rappresentando anch'esso una posizione, un voto di rottura, è diverso, più populista, attento al bacino elettorale della destra almeno quanto a quello della sinistra".

Una sinistra, quella italiana, che "ha saputo esprimere solo un'alternativa massimalista, si è suicidata", il che è "tanto più impressionante perché -sottolinea Russo Spena- partiva da una posizione di egemonia culturale, al punto che gli attuali dirigenti di Syriza e di Podemos all'inizio degli anni 2000 venivano in Italia per capire come costruire un movimento nei loro paesi. Da noi gli errori compiuti hanno cancellato di fatto la sinistra e dato che in politica il vuoto non esiste l'M5s ha riempito quello spazio, tanto che Grillo è apparso un'alternativa credibile". Per la sinistra italiana comunque "l'esempio indicato da Podemos potrebbe ancora funzionare" mentre una via più da sinistra storica, sulla traccia segnata da Syriza "sarebbe più difficilmente percorribile perché in Grecia la crisi dei partiti come la conosciamo noi non c'è mai stata, i partiti greci non hanno perso credibilità tanto quanto quelli italiani".

"Intorno ai nomi attuali della sinistra italiana un esperimento alla Syriza non funzionerebbe", afferma Russo Spena per il quale proprio la crisi dei partiti italiani e il logoramento delle figure di riferimento della sinistra impone "un rinnovamento forte di personale politico, di logiche, di linguaggio, come in Spagna". Il vero problema però è forse anche che "in Italia non si arrabbia più nessuno o meglio l'arrabbiatura si incanala verso la guerra tra poveri. Basti pensare che in Spagna i problemi di razzismo verso gli immigrati come li abbiamo in Italia non ci sono", conclude Russo Spena.