Giornata di mobilitazione del movimento Notav che blocca anche l'A32 Torino-Bardonecchia. «Vogliono piegarci con il pretesto di sondaggi del terreno a uso e consumo dei media». Intanto centrosinistra e centrodestra preparano la manifestazione bipartisan pro-Tav
«Se si illudevano che la Valle potesse essere gestita, governata, alle loro condizioni si sbagliavano! Nel buio della nottata sono sopraggiunti i blindati delle forze dell'ordine, presenti in forze per scortare la trivella per Susa. Ma ciò non gli ha comunque evitato di far i conti con il movimento No Tav». Così inizia il comunicato di oggi del movimento No Tav che racconta l'ennesima giornata di mobilitazione in Val Susa. Già dalle prime ore della giornata infatti era stata avvistata a qualche centinaia di metri la trivella pronta per i sondaggi anche nel quadrante di Susa. Era uno dei siti dove fin da subito è stato attivo un presidio permanente. La risposta dal presidio non si è fatta quindi attendere. E' partito subito un corteo per bloccare la statale 24 verso il luogo della
trivellazione, dove hanno trovato centinaia di carabinieri in assetto anti- sommossa. Tornati al presidio per una nuova assemblea i No Tav hanno poi deciso di rimettersi in marcia, andando a bloccare l'autostrada Torino Bardonecchia per oltre 2 ore!
Intanto il buon Saitta, Presidente della Provincia di Torino accompagnato dall'Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Daniele Borioli, sono andati al mercato di Susa, dove da stamattina staziona il camper con a bordo i geologi incaricati di spiegare ai cittadini l'attività di sondaggi preliminari alla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Non sono mancate forti critiche da parte dei cittadini nei confronti degli amministratori, tra l'altro tra i promotori della manifestazione bipartisan pro-Tav di domenica prossima.
La pressione sia del centrosinistra come del centrodestra non sono tardate ad arrivare anche oggi.
«Un'opera così importante - ha detto la Bresso, Presidente della Regione Piemonte - non può non avere anche degli oppositori. Ma se in passato la questione fosse stata gestita come avviene ora, saremmo molto più avanti. Dalla Valsusa arriva un segnale positivo, quello che è in corso un ordinato svolgimento dei sondaggi. Domenica ci sarà a Torino la manifestazione pro-Tav, che dovrà essere il più possibile bipartisan per dimostrare che la grande maggioranza dei piemontesi è a favore dell'opera». Risponde il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: «L'inizio dei sondaggi in Valsusa è un indubbio successo per il Piemonte e per i piemontesi».
Intanto, a Torino, si è svolta la riunione dell'Osservatorio sulla Tav, la prima dopo la nuova composizione proposta da Provincia di Torino e Regione Piemonte. Ma non sono mancate neanche le proteste. Un centinaio di No Tav ha protestato sotto la sede torinese della Rai, issando la bandiera No Tav a fianco quella della Rai. "Ripetiamo sono sondaggi mediatici – ribadiscono dalla Valle - puntano ad abbatterci con l'immagine della Oggi pomeriggio nuova assemblea per capire come affrontare la nottata.
Corsa contro il tempo per accedere ai finanziamenti Ue. La Valle dimostra di saper resistere: dopo la manifestazione di sabato ancora una fiaccolata nottura per reagire all'incendio doloso di Bruzolo. Ma deve fronteggiare la pressione di Regione, Provincia, Comune e Governo
Per il movimento No Tav si è conclusa una settimana di mobilitazione molto difficile ma che ha dimostrato come il movimento popolare della Val di Susa resiste ancora!
«Ci davano per morti invece abbiamo dimostrato di esserci ancora e di essere in tanti. Saremo stati contenti fossimo stati 500-1.000 invece siamo almeno due, tre volte tanto. La partita non è chiusa e la nostra battaglia continuerà». Queste le prime dichiarazioni dei promotori della manifestazione No Tav di Sabato 16 a Torino e che è passata a fianco ai luoghi dove dovrebbero svolgersi i sondaggi preliminari torinesi per la realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione. Fra i vari interventi che si sono succeduti al microfono anche quello del cosidetto Bovè dei No Tav, Alberto Perino che ha paragonato l'Italia a «una famiglia di sciamannati che non ha i soldi per far studiare i figli, per curare gli anziani e che mangia cipolle ma compra la Ferrari se no non viene più considerata. I sondaggi che stanno facendo - ha aggiunto Perino - sono illegali e non rispettano le norme di sicurezza. Hanno già perso - ha concluso - se per fare un carotaggio devono mettere a ferro e fuoco una valle».
La manifestazione si è svolta pacificamente e per i prossimi giorni sono in programma nuove iniziative, oltre ai numerosi presidi che stanno sorgendo sui siti dei sondaggi, come l'allestimento di un banchetto informativo a Palazzo Nuovo. «Noi non ci fermiamo - hanno detto i manifestanti - e quando sapremo che sarà aperto un nuovo sondaggio dovrà esserci una giornata di mobilitazione per tentare di bloccare i lavori».
In serata viene confermata invece la notizia dell'incendio doloso al presidio di Bruzolo. Parte immediatamente il Tam tam per una risposta immediata. Così in nemmeno 24 ore è arrivata la risposta, determinata e senza paura, del popolo No Tav. Domenica sera, 17 Gennaio, in 5mila persone, uomini e donne della Valle che resiste, si sono trovate nel paese valsusino di Bruzolo per partecipare alla fiaccolata subito dopo l'assemblea straordinaria tenutasi al presidio all'autoporto di Susa. «Chi pensava di intimidire il movimento contro l'alta velocità - ci rispondono dalla Valle - ...è servito! Una partecipazione di cuore, sentita e immediata: dal presidio di Bruzolo è partita intorno alle 21 una fiaccolata che si è conclusa sotto il municipio». Sabato 23 febbraio un'altra marcia si snoderà dal presidio all'autoporto fino a Susa.
Intanto la settimana si apre con la notizia dell'allestimento di un nuovo presidio a S.Antonino e con la presa di posizione dei sindaci della bassa valle di Susa di rinunciare a indicare i tecnici nel nuovo Ossevatorio. I sostenitori della Torino-Lione ormai lanciati in questa corsa contro il tempo, visto che se al 31 Gennaio non verrà definito il tracciato salterà il finanziamento della Ue, avranno quindi nuove difficoltà. Infatti i firmatari del documento di netta contrarietà alla Tav sono 18 sindaci su 43 e sono proprio di quei comuni in cui passerebbero i tracciati. Commenta Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino: «I sindaci della bassa valle avevano accettato, 24 ore prima, di firmare l´adesione all'Osservatorio. Solo dopo hanno deciso di autoescludersi dall'organismo». Clamoroso il caso di due sindaci del Pd (Carla Mattioli di Avigliana e Anna Allasio di Bussoleno) pubblicamente schierati contro il supertreno.
La frase centrale del documento, presentato nella mattinata del 17 Gennaio, ad Avigliana, è il passaggio in cui si afferma che i sindaci firmatari non possono «sottostare al criterio per il quale, per partecipare ai lavori dell´Osservatorio, è necessario affermare di lavorare alla miglior realizzazione dell´opera, rispetto alla quale si ribadisce la netta contrarietà». Così gli amministratori della bassa valle annunciano di voler affidare alla Comunità montana il compito di coordinamento per la nomina dei tecnici, ipotesi nettamente respinta dal governo, e annunciano che i loro tecnici verranno indicati «non appena sarà acquisita la loro disponibilità».
Per il Presidente della Provincia, Antonio Saitta, «si tratta della consueta tattica dilatoria. Questa volta però non possiamo attendere oltre. I sindaci sapevano che i termini per indicare i tecnici scadevano sabato. Lunedì 18 Gennaio il governo scrive il decreto con i nomi di chi ha accettato». Verranno così indicati 16 tecnici in luogo dei 20 previsti. Intanto il Cardinal Poletto, non ha mancato di confermare il suo sostegno alla Tav, dicendo al sindaco Chiamparino di non farsi intimidire e andare avanti con i lavori.
Martedì si terrà una nuova assemblea in Valle per definire le nuove iniziative.
Dopo un'assemblea all'Università di Torino si moltiplicano i presìdi davanti ai sondaggi dei terreni. Sabato ci sarà una marcia. Intanto Chiamparino avvia un'iniziativa "bipartisan", insieme alla Lega, per mettere in sicurrezza i lavori
Con una assemblea all'Università di Torino il 13 Gennaio con oltre 250 partecipanti e la nascita di nuovi presidi in Val di Susa, il movimento No Tav sta dimostrando che non è al capolinea, come tante testate nazionali hanno annunciato all'indomani dell'inizio dei sondaggi. Ad oggi, oltre a Susa dove un presidio è stato attivo da subito nella mattinata del 12, ci sono presidi cittadini nei Comuni di Rivoli, Villarbasse, Rivalta di Torino, Orbassano, Bruino, Sangano, Trana, Coazze, Valgioie e Giaveno. Sabato 16 alle ore 14:30, a Torino, invece è stata lanciata una marcia sui luoghi dei sondaggi. Inoltre a Vicenza i No Dal Molin hanno inscenato una protesta in solidarietà coi presidi No Tav e si sono detti pronti a partire per sostenere attivamente chi sta resistendo a questo ennesimo scempio ambientale. Mancano una quindicina di giorni per dimostrare all'Ue che il tracciato della Torino-Lione sia definito, altrimenti il finanziamento di 670 milioni di euro in ballo potrebbe saltare. Non a caso i più nervosi in queste giornate sono proprio coloro che da sempre hanno sostenuto il progetto della Tav. Chiamparino, sindaco di Torino in odore di candidatura come capolista per il Pd alle prossime Regionali, ha lanciato insieme al deputato Pdl On.Napoli, una iniziativa bipartisan a sostegno della Tav per sabato 24 Gennaio. Luogo dell'iniziativa: il Lingotto di Torino. Parteciperanno sia gli Enti locali, ovvero Regione Piemonte e Provincia di Torino che Confindustria. Obiettivo dell'iniziativa, in base a quanto affermato dal Sindaco Chiamparino, trovare un accordo trasversale, un impegno comune dei due candidati alla Regione Piemonte, Bresso (Pd) e Cota (Lega), in modo che chiunque vinca, abbia come priorità la realizzazione della Torino-Lione.
I vari comitati dai presidi invece ribadiscono, «La Tav è l'icona contemporanea dello spreco economico ed energetico, di un modello di sviluppo che respingiamo, consci di agire in difesa del nostro territorio e di tutti i cittadini italiani ed europei che rischiano di essere depredati delle loro
risorse». Sarà Dura.
I tecnici incaricati dei sondaggi preliminari sono stati fermati dai manifestanti all'autoporto di Susa. «Non ce ne andremo di qui, difenderemo le nostre terre, noi siamo nel giusto». GUARDA IL VIDEO
Sono iniziati questa mattina in 3 dei 91 siti previsti - lo scalo merci di Orbassano, la stazione ferroviaria di Collegno e il sito Amiat di Basse di Stura a Torino - i sondaggi geognostici preliminari per la Tav, la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. I tecnici della società incaricata Ltf sono stati invece fermati dal presidio "No Tav" all'autoporto di Susa, dove si erano presentati scortati dalle forze dell'ordine per prendere possesso dei terreni affittati e concessi dal Comune. I tecnici sono stati dunque accolti dagli esponenti del presidio, che hanno trascorso la notte nell'area accendendo fuochi.
Un portavoce, Alberto Perino, ha ribadito l'intezione di non lasciare i terreni confermando «il gesto di disobbedienza civile». «Non siamo disponibili a farvi entrare, non cederemo. Non abbiamo vinto la battaglia, dobbiamo rimanere qui - spiega -. Abbiamo detto che in qualunque punto della Val di Susa tenteranno di fare un sondaggio ci saremo a difendere la nostra terra. Siamo convinti di essere nel giusto e oggi abbiamo segnato un punto a nostro favore». Alcuni esponenti delle forze dell'ordine hanno fatto presente ai manifestanti le eventuali conseguenze, civili e penali, del loro comportamento ma i manifestanti non hanno fatto marcia indietro e hanno rilanciato: «Ovunque andrete noi saremo ad aspettarvi». Il confronto si è svolto in maniera civile, senza tensioni. I manifestanti, 2-300 persone, hanno intonato alcuni cori, tra cui il «Sarà dura» che contraddistingue la loro battaglia.
Per tutta la notte, tra una tazza di caffè bollente e un bicchiere di vin brulé, i "no Tav" hanno presidiato la zona lungo la statale in cui è prevista la realizzazione di uno dei sondaggi necessari per elaborare il progetto preliminare della futura linea ad alta capacità. I manifestanti hanno ribattezzato simbolicamente la rampa di accesso all'autoporto, in frazione Traduerivi, «Via sondaggi». Dalle istituzioni, negli ultimi giorni, gli appelli al buon senso e alla calma sono stati frequenti. «La situazione è profondamente diversa a quella del 2005 (quando a Venaus fu scontro tra manifestanti e forze dell'ordine, ndr) - ha ribadito il presidente dell'Osservatorio sulla Torino-Lione Mario Virano -. Adesso c'è ancora da fare il progetto preliminare, cinque anni fa c'era già quello definitivo, fatto e finito».