La Cricca non ha la possente solidità geometrica di Tangentopoli, quando la corruzione era l’ingranaggio essenziale del mantenimento in vita di un sistema economico, politico e sociale. Siamo piuttosto in presenza di una politica che non è più potere pubblico ma carriera privata e di un sistema imprenditoriale che cerca la strada più rapida per fare profitti.[...]
Gabrielli, Prefetto de L'Aquila, dopo aver dato dei "cialtroni" al popolo delle carriole, annuncia querela e denuncia penale nei confronti del settimanale Left e dei giornalisti Manuele Bonaccorsi e Angelo Venti, rei di un articolo sulle sue mosse per succedere a Bertolaso. Un pesante avvertimento a chi per primo, anche con il libro Potere assoluto, ha denunciato il funzionamento della Protezione civile
Franco Gabrielli, ex poliziotto, ex capo del Sisde, diventato il Prefetto de L’Aquila dal 6 aprile del 2009 per lavorare fianco a fianco con Bertolaso nell’emergenza e ricostruzione del capoluogo abruzzese, è su tutte le furie dopo aver letto un articolo del settimanale Left a firma Manuele Bonaccorsi e Angelo Venti. [...]
Le inchieste su Br e terrorismo. Il comando dei servizi segreti. Poi il governo lo manda a l’Aquila. Dove dovrebbe controllare gli appalti. Ma si scaglia contro le carriole. Biografia non autorizzata di Franco Gabrielli, il poliziotto che succederà a Bertolaso come capo della Protezione civile
Sono legati a doppio filo. Da quella mattina del 6 aprile, la frenetica riunione di governo che ha tracciato il futuro de L’Aquila. Guido Bertolaso, capo della Protezione, nominato commissario straordinario all’emergenza terremoto in Abruzzo; Franco Gabrielli, ex poliziotto, ex capo del Sisde, prefetto del capoluogo colpito dal sisma. Da allora hanno lavorato fianco a fianco.[...]
In migliaia entrano nel centro storico a rimuovere le macerie con le carriole nonostante il boicottaggio del sindaco. La città si sta scuotendo dallo shock e la favola berlusconiana comincia a svanire
E’ stata sicuramente una bella lezione di forza e di civiltà! Migliaia di cittadine e cittadini aquilani hanno risposto questa mattina all’appello lanciato dai comitati cittadini per rimuovere le macerie dal centro storico, nonostante l’ennesimo atto ostile del sindaco dell’Aquila che si è rifiutato di firmare l’ordinanza che avrebbe permesso l’accesso al centro storico.[...]
1000 chiavi per riprendersi la città. La protesta aquilana è molto di più di uno sfogo ma il primo segnale di una mobilitazione che sta per allargarsi. Segno che il tempo delle bugie sta finendo
Un migliaio di cittadini hanno varcato anche la scorsa domenica mattina la zona rossa a L’Aquila al grido:”Riapriamo la città!” Le proteste per i ritardi nell’inizio dei lavori di ricostruzione si fanno sempre più palesi e con il passare delle settimane cresce anche la consapevolezza dei cittadini verso la gravità della situazione e le gravi responsabilità di chi ha gestito l’emergenza nel “crater[...]
Le inchieste sui crolli dei tanti edifici a L’Aquila corrono il rischio di non raggiungere mai la fase conclusiva con la pronuncia di una sentenza; potrebbero rimanere impuniti i tanti responsabili e né i morti né i parenti delle vittime avrebbero il legittimo riconoscimento della giustizia.
I 307 morti del 6 aprile 2009 sono i morti della responsabilità umana e non del terremoto; il Comitato è nato proprio per rendere collettivi il lutto ed il dolore per la morte degli 8 studenti della Casa e per condividere la dura battaglia per la verità e la giustizia, per renderla pubblica, per evitare che i lutti siano rinchiusi nelle sfere di privato dolore, dove comunque sono vissuti dai fami[...]
Nonostante tutte le passerelle mediatiche succedutesi in questi ultimi otto mesi, con l’obiettivo di presentare L’Aquila e tutto il “cratere” come un grandioso progetto di ricostruzione, lo stato delle cose qui da noi è praticamente ad un punto morto.
Che Natale sarà quest’anno a L’Aquila? Nessuno sembra avere la voglia di festeggiare dopo la tragedia dello scorso 6 aprile.
Nonostante tutte le passerelle mediatiche succedutesi in questi ultimi otto mesi, con l’obiettivo di presentare L’Aquila e tutto il “cratere” come un grandioso progetto di ricostruzione, lo stato delle cose qui da noi è praticamente ad un punto morto.[...]