Topic “Cochabamba”

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Corrispondenze

Evo Morales inaugura il forum di Cochabamba sui cambiamenti climatici e si cimenta in un duro atto di accusa contro il modello di sviluppo dominante. Oltre 20mila i delegati presenti alla Conferenza mondiale da 136 paesi di 5 continenti diversi

«O muore il capitalismo o muore la madre Terra». E' il grido con ci Evo Morales, presidente della Bolivia ha inaugurato la conferenza mondiale sul cambio climatico organizzata dal suo governo a Cochabamba insieme ai movimenti sociali e ai popoli indigeni.
«Abbiamo di fronte a noi solo due strade: la Pachamama (Madre Terra, in aimara) o la morte. E quindi o muore il capitalismo o muore la madre Terra, o vive il capitalismo o viva la Madre Terra».
La cerimonia si è tenuta nello stadio di Tiquipaya, a Cochabamba, dove fino a domani, giovedì, si riuniscono i delegati di organizzatori sociali, popoli indigeni, gruppi ecologisti e della sinistra, oltre a osservatori di circa 40 governi. Tra le visite attesa alla Conferenza anche quelle di Hugo Chavez, di Rafael Correa, presidente dell'Ecuador, Daniel Ortega, del Nicaragua e Ferando Lugo del Paraguay.
Morales, nel suo discorso, ha attaccato duramente il modello di sviluppo capitalistico attribuendo alla sua crescita senza controllo la crisi dei mutamenti climatici. Come alternativa a questa crisi Morales propone un nuovo sistema socialista comunitaria che può eliminare le forme di colonialismo e imparialismo assicurando la pace tra i popoli e la "Pachamama".
«In questo evento internazionale - ha continuato Morales - dobbiamo gestire un grande movimento continentale e intercontinentale. Da questo vertice dobbiamo dare vita a una campagna da parte dei movimenti del mondo intero in difesa dei diritti della Madre Terra». Uno dei primi compiti di questa campagna è di presentare una petizione al Tribunale Internazionale di Giustizia contro i paesi sviluppati se non rispetteranno le conclusioni di questo evento e continueranno con le loro politiche distruttive dell'ambiente.
Alla Conferenza di Cochabamba stanno partecipando circa 20mila delegati di 136 paesi di 5 continenti.

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In movimento

Il presidente boliviano invita movimenti, scienziati, accademici, giuristi e governi alla Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambio Climatico e i Diritti della Madre Terra che si realizzerà dal 20 al 22 aprile del 2010 nella città di Cochabamba, Bolivia.

di Evo Morales

Considerando che il cambio climatico rappresenta una minaccia reale per l’esistenza dell’umanità, degli esseri viventi e della nostra Madre Terra come oggi la conosciamo;
Constatando il grave pericolo che esiste per le isole, le zone costiere, i ghiacciai dell’Himalaya, le Ande e le montagne del mondo, i poli della Terra, le regioni calde come l’Africa, le fonti di acqua, le popolazioni colpite dai disastri naturali crescenti, le piante e gli animali, e gli ecosistemi in generale;
Evidenziando che i più colpiti dal cambio climatico saranno i più poveri del pianeta che vedranno distrutti propri focolari, le proprie fonti di sopravvivenza e saranno obbligati a migrare e a cercare rifugio;
Confermando che il 75 per cento delle emissioni storiche di gas a effetto serra si sono originati nei paesi irrazionalmente industrializzati del nord;
Constatando che il cambio climatico è un prodotto del sistema capitalista;
Deplorando il fallimento della Conferenza di Copenhagen per responsabilità dei paesi chiamati “sviluppati” che non vogliono riconoscere il debito climatico che hanno con i paesi in via di sviluppo, le generazioni future e la Madre Terra;
Affermando che per garantire la piena realizzazione dei diritti umani nel secolo XXI è necessario riconoscere e rispettare i diritti della Madre Terra;
Riaffermando la necessità di lottare per la giustizia climatica:
Riconoscendo la necessità di assumere azioni urgenti per evitare più grandi danni e sofferenze all’umanità e alla Madre Terra, per ristabilire la armonia con la natura;
Sicuri che i popoli del mondo, guidati dai principi di solidarietà, della giustizia e del rispetto per la vita, saranno capaci di salvare l’umanità e la Madre Terra; e
Celebrando il Giorno Internazionale della Madre Terra
Il governo dello Stato Plurinazionale della Bolivia convoca i popoli, i movimenti sociali e i difensori della madre terra del mondo, e invita gli scienziati, gli accademici, i giuristi e i governi che vogliono lavorare con la propria gente alla Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambio Climatico e i Diritti della Madre Terra che si realizzerà dal 20 al 22 aprile del 2010 nella città di Cochabamba, Bolivia.

La Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambio Climatico e i Diritti della Madre Terra ha come obiettivi:
1) Analizzare le cause strutturali e sistematiche che provocano il cambio climatico e proporre le misure di fondo che rendono possibile il benessere di tutta l’umanità in armonia con la natura
2) Discutere e definire il progetto della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra
3) Definire le proposte di nuovi impegni per il Protocollo di Kioto e per le decisioni della Convenzione ONU sul Cambio Climatico che guideranno l’iniziativa dei governi impegnati per la vita nei negoziati sul cambio climatico e in tutti gli scenario delle Nazioni Unite, riguardo a:
a) Debito climatico
b) Migranti-rifugiati del cambio climatico
c) Riduzione delle emissioni
d) Adattamento
e) Trasferimento di tecnologia
f) Finanziamento
g) Foreste e cambio climatico
h) Visione condivisa
i) Popoli indigeni e
j) Altro
4) Lavorare nella organizzazione del Referendum Mondiale dei Popoli sul cambio climatico
5) Analizzare e tracciare un piano di azione per avanzare nella costituzione di un Tribunale della Giustizia Climatico
6) Definire le strategie di azioni e mobilitazione in difesa della vita di fronte al Cambio Climatico e per i Diritti della Madre Terra.

Bolivia, 5 gennaio 2010

Evo Morales Ayma

Presidente dello

Stato Plurinazionale della Bolivia

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