Egitto di nuovo in piazza contro la giunta militare al potere e il governo. Nel pomeriggio sono ricominciati al Cairo gli scontri tra polizia e manifestanti nei pressi del ministero dell’interno e vicino a Piazza Tahrir. All’origine delle mobilitazioni la protesta contro la strage di 74 tifosi dell’El Adhly mercoledì sera allo stadio di Port Said. Le forze governative hanno sparato quantità impressionanti di lacrimogeni. Due persone ono morte per asfissia. Nella notte oltre 700 sono rimaste intossicate dai gas, una è morta.Ascolta Mario dell’ong sud sud
Scontri si sono verificati anche a Suez, nel nord del paese, dove in piazza è stata portata la solidarietà ai morti nella strage e alle manifestazioni del Cairo. Qui tre persone sono morte per ferite di arma da fuoco. Le accuse per il massacro di mercoledì vanno ai sostenitori del deposto Mubarak, cui la polizia avrebbe lasciato mano libera. Il servizio con Marco De Michelis, docente di storia dei paesi islamici all’università di Torino.
La riforma del mercato del lavoro: il presidente del consiglio Monti è tornato oggi a ribadire la teoria della flessibilità necessaria. “Gli italiani sono troppo diffidenti verso la mobilità”, ha dichiarato, e poi ancora “i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso tuta la vita”. Monti, intervenuto nel videoforum online del quotidiano Repubblica, ha ribadito il mantra di una dicotomia nel mercato del lavoro:
“bisogna dare meno tutele a chi oggi ne ha troppe e darne di più a chi è in forme estreme di precariato o è fuori dal mercato del lavoro”. Paradossale infine la frase pronunciata ancora da Monti: “per come viene applicato l’articolo 18 in Italia, sconsiglio investimenti di capitali stranieri ma anche italiani in Italia”. Intanto però anche i “troppo tutelati”, come li chiama il governo, continuano a passare facilmente dalla parte dei non tutelati. Secondo i dati della Cisl Lombardia solo in gennaio e solo in Lombardia sono stati licenziati più di 7000 lavoratori.
Con questa crisi economica sullo sfondo il ministro Fornero ha ribadito la volontà del governo di arrivare entro tre settimane alla riforma del mercato del lavoro, con o senza accordo tra le parti. Il tavolo convocato in sede ministeriale con confederali e Confindustria sarebbe, insomma, solo a scopo comunicativo. Le parti convocate dovranno accettare o lasciare la proposta dell’esecutivo.
I partecipanti restano divisi su molte cose, in primis articolo 18: Confindustria ribadisce il sì alle modifiche che consentirebbero il reintegro solo in caso di discriminazione, liquidando economicamente con una buonuscita tutti gli altri casi. Contrari, seppur con sfumature diverse, i sindacati confederali, con la segretaria Cgil Susanna Camusso a ribadire: “l’esecutivo si fa prendere la mano sull’idea che si possano avere delle scorciatoie sui licenziamenti. Il problema invece è creare lavoro, non disoccupati”.
Torna il piazza domani la Cremona antifascista per opporsi ad una iniziativa di casa puond in città. Dopo le contestazioni alla presenza di forza nuova due settimane fa, adesso gli altri neofascisti di CPI hanno annunciato un presidio in centro contro equitalia. Una iniziativa strumentale alla quale i compagni e le compagne cremonesi rispondono con un corteo sabato 4 febbraio dalle 13 alle 18 che partirà da piazza Atleti Azzurri d’ Italia Andrea, compagno del CSA kavarna di Cremona
Ancora maltempo in tutta Europa. Sotto scacco l’est e il centro del Vecchio Continente, con 101 morti assiderati solo in Ucraina. Al terzo giorno di neve e gelo, mezza Italia è intanto andata in tilt: strade chiuse, migliaia di cittadini senza energia elettrica nelle case o bloccati nei treni fermi tra la neve. E ieri sera, a Milano, un senza fissa dimora è morto assiderato. E scoppiano le polemiche: la Regione Liguria denuncia le Fs per non esser state capaci di gestire una ‘preannunciata’ emergenza, mentre il presidente della Toscana Enrico Rossi la prende con l’Enel: “il vero disastro lo hanno fatto loro”. E intanto tra oggi e domani potrebbero cadere su Roma fino a dieci centimetri di neve. Il sindaco Gianni Alemanno ha deciso di sospendere le lezioni per oggi e domani, anche se le scuole restano aperte. La decisione ha scatenato polemiche dei lavoratori, costretti a subire i disagi di spostarsi in una città innevata senza in realtà fare lezione. Risultato: un flop totale. Dal centro alla periferia sono tanti gli istituti che questa mattina sono popolati solo da docenti e bidelli. Al liceo Tasso e all’artistico Roma 2 non ci sono nemmeno uno studente, al Newton di viale Manzoni solo due su 1200, mentre all’elementare Pisacane dieci su mille. Enrico Bernocchi, Cobas Scuola. Ascolta
Dopo sei mesi di confronto, firmato ieri in pompa magna il cosiddetto Patto sulla Casa della Regione Lombardia. Con Formigoni una cinquantina di realtà pubbliche, private, sindacati e altro ancora. “Il patto – ha detto il governatore – rilancia l’housing sociale con 4oomilioni di euro”. In soldoni, si tratta di una sorta di decalogo che annuncia fra le altre cose un sostegno economico per gli affitti, nuove agevolazioni dei mutui per la prima casa dedicati alle giovani coppie, un piano di costruzione di 6.000 nuovi alloggi entro il 2015 e la riqualificazione di altri 4.000 alloggi Aler esistenti. L’accordo porta la firma anche del Sunia Cgil, secondo cui “era giusto sottoscrivere il Patto e non solo limitarsi ad osservare. Consci che non tutte le scelte sono condivisibili, abbiamo operato e ci siamo ingegnati per arricchire l’Accordo. Si sappia però che molto passa attraverso le disponibilità e le possibilità dei Comuni, i quali non vivono certo una stagione propizia sul piano delle risorse.”
Il servizio con Adriano Papa, segretario regionale Lombardia di Sunia-Cgil. Ascolta
Le lotte in difesa dell’acqua pubblica non sono solo un affare italiano. A chilometri di distanza, in Perù, prosegue la marcia nazionale in difesa dell’acqua lanciata dai movimenti sociali e dalle comunità indigene contro un mega-progetto minerario a Cajamarca nel nord del Paese. I manifestanti puntano ad arrivare a Lima il prossimo 9 febbraio. Obiettivo: contrastare un megaprogetto minerario della multinazionale nordamericana Newmont che sta provocando gravi ricadute sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni. Sulla mobilitazione, che unisce la lotta per l’ambiente alla difesa dei piu’ elementari diritti umani, e sulla situazione in Cajamarca sentiamo Alessia Marucci, giornalista freelance esperta di ambiente e di America Latina. Ascolta
Alla mobilltazoine indigena partecipa idealmente anche il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune, l’analisi di Renato Di Nicola, membro della commissione degli Osservatori internazionali di monitoraggio della marcia e attivista del Forum nazionale dell’acqua. Ascolta
Sequestro di persona: questo il reato ipotizzato nell’esposto di Arci e Asgi depositato presso la procura di Agrigento contro i vertici politici e amministrativi del ministero dell’Interno che nel luglio scorso disposero la detenzione dei profughi nel cosiddetto centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola di Lampedusa. Filippo Miraglia, Responsabile immigrazione Arci
Autoridurre le bollette per far rispettare i risultati del referendum: al via oggi a livello nazionale la campagna di obbedienza civile, già partita a livello locale in qualche città. La presentazione con Paolo Carsetti forum nazionale per acqua pubblica
Ad una settimana di distanza dalla maxi-operazione sbirresca No Tav architettata dal pm Giancarlo Caselli abbiamo voluto raccogliere alcune informazioni circa quello che è noto riguardo alle condizioni di una parte degli arrestati del movimento No Tav.
Abbiamo inoltre chiesto alcune considerazione ed anticipazioni a Lele Rizzo per quanto riguarda le prossime iniziative, in particolare l’annunciato corteo nazionale delle resistenze previsto per il prossimo 25 Febbraio proprio in Val di Susa.
Sono diverse migliaia gli egiziani che hanno risposto all’appello lanciato dagli ultras dell’El Ahly de Il Cairo, in piazza nella capitale egiziana con due differenti cortei, uno diretto al Parlamento e l’altro al blindatissimo ministero dell’Interno. Oltre agli ultras partecipano molte donne e giovani rivoluzionari. Le proteste seguono la guerriglia di ieri, quando 70 tifosi sono morti e mille feriti ieri negli scontri e nella fuga di massa dallo stadio di Port Said. In piazza oggi pure gli ultras dello Zamalek, tifoseria calcisticamente rivale ma che già dalla notte ha sostenuto le rivendicazioni degli ultras dell’El Ahly che parlano esplicitamente di vendetta dell’ex regime di Mubarak.E’ veramente così? Ascolta l’analisi di Paolo Gerbaudo, giornalista che scrive dal Cairo per il Manifesto.
Nel pomeriggio sono ripresi gli scontri tra manifestanti e le forze di polizia che cercavano di imedire l’accesso nella zona antistante il ministero dell’Interno. Ascolta la corrispondenza dalla manifestazione con Matteo, cooperante della ong Sud Sud.
Gli Ahlawy dell’Al-Ahly, la principale squadra di calcio del Cairo, sono uno dei gruppi di ultras egiziani più famosi e meglio organizzati. Erano presenti a Piazza Tahrir nei giorni della rivoluzione. Dopo la caduta di Mubarak gli Ultras hanno issato striscioni e scandito slogan pro rivoluzione durante le loro partite. Nell’ultima, il 28 gennaio scorso, hanno fatto vibrare lo stadio del Cairo al grido di “abbasso abbasso i militari”, issando un striscione con la scritta “non dimenticheremo la vostra
vergogna”.
Per questo ora il governo e i militari hanno paura: proclamati tre giorni di lutto nazionale, rimosso i vertici della Federcalcio e il capo della sicurezza di Port Said e costretto alle dimissioni il governatore della Regione. Alcune forze politiche, come i liberali di Wafd, gli Egiziani liberi e i giovani della Rivoluzione hanno chiesto le dimissioni del governo. Una richiesta non sostenuta dai Fratelli Musulmani, principale forza parlamentare, che hanno invece puntato il dito contro i sostenitori del deposto Hosni Mubarak accusandoli di essere dietro alle violenze. L’Unione europea e la Commissione europea, solitamente molto tenere con i militari al potere a Il Cairo, hanno infine chiesto alle autorità egiziane “un’inchiesta indipendente” sugli scontri.
Chiudere l’allevamento di cani per sperimentazione Green Hill: il coordinamento fermare Green Hill torna a ribadire la sua richiesta, con un presidio sabato alle 15 in corso Zanardelli a Brescia.
“Il fermento – dicono gli attivisti – contro Green Hill dilaga.
Qualcosa si muove. Ma noi siamo sempre qui. Sempre scettici su qualunque promessa. Sempre pronti a lottare per la chiusura di quel lager.
Sempre desiderosi di porre la parola fine alla vivisezione e allo sfruttamento di tutti gli animali. Sabato 4 febbraio saremo ancora una volta in piazza a Brescia, per parlare di vivisezione e pretendere la chiusura di Green Hill!”
Il decesso di Saidou Gadiaga, detto El Hadji, il 37enne senegalese morto nella caserma dei carabinieri di Piazza Tebaldo Brusato a Brescia il 12 dicembre 2010 a causa di un attacco d’asma non soccorso in tempo, non ha colpevoli.
Questa almeno la decisione del giudice per le indagini preliminari Cesare Bonamartini, che oggi ha disposto l’archiviazione del caso.
Più volte da queste frequenze abbiamo rilanciato la denuncia dell’Associazione dei senegalesi di Brescia e provincia e dell’Associazione Diritti per Tutti rispetto alle mistificazioni delle autorità e ai punti oscuri della vicenda.
Saidou era stato trattenuto perchè non in regola con il permesso di soggiorno. Un falso reato, smontato poco dopo dalla Corte di Giustizia europea.
Il servizio con Kamara, responsabile comunicazione dell’Associazione dei senegalesi di Brescia e provincia. Ascolta
Il legale dell’associazione Diritti per Tutti, Manlio Vicini
Abdou, presidente dell’associazione senegalesi Brescia e provincia e il supo appello in lingua madre
Il Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua (FAME or Forum Alternatif Mondial de l’Eau) si terrà a Marsiglia, Francia, dal 14 al 17 Marzo 2012. Questo evento è organizzato in collaborazione con associazioni e movimenti, sindacati, ONG, cittadini e rappresentanti eletti provenienti da tutto il mondo.
Il Forum sarà un punto di incontro per tutti coloro che lottano per l’acqua: contro l’appropriazione di terre e risorse idriche, contro la produzione di gas scisto, che inquina le falde acquifere e i fiumi, contro la privatizzazione dell’acqua da parte delle multinazionali più o meno in tutto il mondo…Il Forum sarà un’occasione per guardare all’Africa e al Mediterraneo, ed incontrare nuovamente le associazioni rurali e femminili che hanno partecipato al Forum Sociale Mondiale a Dakar.
In preparazione a questo evento venerdi 3 e sabato 4 si svolge a Milano un seminario di approfondimento promosso dal Comitato milanese acqua pubblica in collaborazione con altre associazioni e organizzazioni.
Qui trovi il programma:
Ascolta l’intervista a Giovanna Procacci del Comitato milanese acqua pubblica
“L’articolo 18 non è un tabù. Può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia. I giovani devono abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia”. Con queste parole pronunciate ieri in serata dal Presidente del Consiglio Mario Monti si apre oggi un nuovo confronto tra sindacati confederali Confindustria e governo sulla riforma del mercato del lavoro.
L’intenzione dell’esecutivo resta quella di chiudere la partita entro i primi di marzo. I confederali si sono detti, almeno a parole, contrari a qualsiasi modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. La Confindustria appare più cauta. Mantiene però la sua ostilità ideologica nei confronti delle tutele a favore dei lavoratori, ostilità espressa da ultimo dal vicepresidente di Confindustria Bombassei. Intervistato dal quotidiano Il Mattino ha dichiarato: “anche senza un accordo con le parti sociali il governo proceda alla riforma del mercato del lavoro, perché serve introdurre “flessibilità in entrata e in uscita”. Intenzione confermata anche dalle parole del ministro Elsa Fornera: “la riforma il governo la farà, con o senza accordo” ha dichiarato.
Il commento alle parole di Monti di Gigi Roggero, sociologo del lavoro e ricercatore all’Università di Bologna.
la questione della riforma del mercato del lavoro si lega, ovviamente, al dibattito generale sul debito e il 2diritto all’insolvenza”. Un commento su questo ancora di Gigi Roggero.
E’ partita in Peru’ la marcia delle comunità indigene in difesa dell’acqua e del proprio territorio. Una mobilitazione nazionale per fermare il piano “Conga”, un mega progetto di estrazione mineraria avviato dalla Newmont Mining Corporation, una multinazionale nordamericana. L’accusa all’azienda è di privare le popolazioni delle proprie risorse idriche e di avvelenare i corsi d’acqua con mercurio e cianuro, usati per l’estrazione dei minerali, oro in testa. La Newmont è infatti la piu’ importante industria aurifera del subcontinente americano (fra le prime a livello mondiale) ed è già detentrice dei diritti di sfruttamento delle vicine miniere di Yanacocha, il piu’ grande giacimento d’oro della America latina (il secondo del mondo).
La marcia è cominciata il primo febbraio dalla zona direttamente interessata dai lavori, la cittadina di Celendin, nella regione settentrionale di Cajamarca, e si concluderà a Lima l’11 di questo mese. Oltre 500 km di percorso, dall’altopiano del nord fino alla costa centrale del paese. Nella capitale confluiranno anche numerose altre marce di movimenti sociali indigeni provenienti dai diversi dipartimenti del paese che si uniranno alla carovana degli attivisti di Cajamarca con l’obiettivo di “sfiduciare” il capo dello Stato Ollanta Humala, la cui ascesa a presidente lo scorso giugno è stata favorita proprio dal voto degli indios a cui aveva promesso, in campagna elettorale, maggiori diritti e tutela del territorio.
A Milano, venerdì 3 febbraio, l’Associazione Interculturale “Todo Cambia” promuove un incontro per programmare un presidio nel capoluogo lombardo in concomitanza con l’arrivo dei manifestanti nella capitale peruviana. Appuntamento alle 19.00 in via Confalonieri 3 presso l’Associazione StudioR. La presentazione dell’iniziativa con Edda Pando, militante di origine peruviana, e componente dell’associazione “Todo Cambia”. Ascolta
Non si ferma la lotta dei rilevatori autorganizzati del censimento Istat di Milano. Questa mattina presidio alle 10.30 fuori dagli uffici.
Per protesta i precari hanno abbandonato i posti di lavoro e si sono riversati nelle strade. Chiedono risposte al Comune sulla mancata apertura di una trattativa che migliori le loro condizioni contrattuali, ad oggi illegittime.
L’iniziativa segue quella dello scorso lunedì, quando la Digos tentò di interrompere l’assemblea indetta dai rilevatori autorganizzati.
La mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni, fino all’incontro promesso dal comune.
Ascolta l’intervista a Paola della rete San Precario e Gianluca, lavoratore dell’Istat
Tensione alle stelle in Egitto, all’indomani della strage dello stadio di Port Said dove oltre settanta persone hanno perso la vita e circa mille sono rimaste ferite nella guerriglia scoppiata al termine della gara di calcio fra Al Masri e El Ahly, una delle squadre del Cairo. Alcuni partiti di opposizione e candidati alle presidenziali hanno chiesto che venga presentata una mozione di sfiducia al governo in seguito agli scontri. La richiesta è stata avanzata dal Wafd, dagli Egiziani Liberi, dal Fronte Democratico e dai giovani della rivoluzione. Il ministro degli interni Mohamed Ibrahim ha rimosso il capo della sicurezza di Port Said mentre il capo della giunta militare il feldmaresciallo Hussein Tantawi ha indetto tre giorni di lutto nazionale.
Dal canto loro, i Fratelli Musulmani, vincitori indiscussi delle recenti elezioni parlamentari, hanno accusato i sostenitori del deposto Hosni Mubarak di essere dietro alle violenze. Intanto sale l’attesa per la manifestazione indetta questo pomeriggio nella capitale dai supporter della squadra cairota dell’Al Ahly. Già in mattinata gli ultras hanno chiuso alla circolazione piazza Tharir e promosso un sit in davanti alla sede della televisione pubblica. Dal Cairo, il commento di Marco Masulli, ricercatore di Storia Politica del Medio Oriente presso la British University of Egypt. Ascolta
Il servizio dalla metropoli nordafricana con Saad, studente di lingua araba all’università del Cairo. Ascolta
Dopo il decreto sulle liberalizzazioni al centro dell’attenzione ora vi è la riforma del mercato del lavoro. Questa mattina si è svolto un incontro iniziale tra confindustria e sindacati in vista del tavolo di domani con il ministro del lavoro Elsa Fornero. L’incontro è terminato nel primo pomeriggio dopo 5 ore di confronto e non ha prodotto, come prevedibile, un testo unico.
Diverse le questioni che andranno affrontate: dalla riduzione delle oltre 40 forme contrattuali che esistono attualmente, agli ammortizzatori sociali. Ma anche i 70 mila lavoratori che rischiano di restare schiacciati tra vecchia e nuova previdenza e che potrebbero presto trovarsi senza cassa integrazione o mobilità. Ultimo, ma non ultimo l’articolo 18 con il governo che da settimane continua a dire che non devono esiste tabù e che quindi sarebbe pronto anche a mettere mano all’articolo 18, mentre i sindacati continuano a rispondere in modo univoco che non è assolutamente merce di scambio.
Perentoria è stata anche la risposta sulle pensioni del ministro Fornero: non ci sarà nessun dietrofront. Affermazioni che non piacciono ai sindacati che invece considerano ancora aperta la discussione in materia previdenziale. ” La Fornero sa benissimo che le scelte fatte con la riforma delle pensioni aprono ulteriori e seri problemi in termini di disoccupazione e di prospettive per i lavoratori ” queste le dichiarazioni di Susanna Camusso che si è detta inoltre dispiaciuta per le affermazioni inflessibili del ministro, anche perché “é aperta una discussione in Parlamento sulle correzioni di quella riforma”.
Certo è che la situazione occupazionale in Italia resta critica. Secondo l’osservatorio della Cgil nazionale nel 2011 la somma del numero dei disoccupati, degli inattivi e dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore è arrivata a sfiorare i tre milioni. I più colpiti sono i giovani, che per il quarto mese consecutivo fanno registrare un tasso di senza lavoro sopra il 30%. La sola ricetta per scongiurare questa disoccupazione di massa, secondo il sindacato, è introdurre politiche industriali che puntino alla riqualificazione del sistema per consentire alle imprese innovazione e sviluppo. Ma fronte di questo massacro sociale, l’unica controproposta dell’esecutivo sarebbe, invece, l’istituzione del cosiddetto contratto unico, che prevede comunque la possibilità di licenziare nei primi tre anni di lavoro. Sentiamo il commento a questi dati di Giancarlo Battistelli dell’ osservatorio Cgil sulla cassa integrazione e curatore di questa ricerca. Ascolta
Il maltempo tocca anche l’Isola del Giglio. Dopo 19 giorni, è stata infatti decisa la fine delle ricerche dei dispersi della nave Costa Concordia. Ancora sospese anche le operazioni propedeutiche per l’inizio dell’attività di recupero del carburante. Oggi il Codacons ha presentato una diffida al Commissario delegato all’emergenza per il naufragio di Costa Concordia Franco Gabrielli affinché “vengano immediatamente riprese le ricerche dei dispersi”.
Sembra fermo e arenato anche il decreto sulle rotte a rischio che potrebbero in un futuro scongiurare un’altra tragedia come quella della costa concordia. Greenpeace in sole 24 ore ha raccolta 16 mila firme attraverso una petizione online per chiedere al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Corrado Passera di definire regole precise per la navigazione. Il servizio con Giorgia Monti, responsabile campagna mare di Greenpeace Italia. Ascolta
Nuova mobilitazione questa mattina a Cagliari dei lavoratori dell’Alcoa di Portovesme contro la decisione dell’azienda statunitense di chiudere nei prossimi mesi lo stabilimento. Un corteo, accompagnato anche da un centinaio di autovetture, ha bloccato la centrale via Roma, lato porto, e ha attraversato, con bandiere e trombette, le principali strade del capoluogo. I manifestanti, che continuano ad effettuare blitz improvvisi, vogliono così tenere alta l’attenzione sulla crisi dell’area del Sulcis-Iglesiente. In particolare sul fronte delle trattative, per la Vertenza Alcoa, l’azienda che produce alluminio, è previsto per lunedì prossimo, 6 febbraio, a Roma, al Ministero dello Sviluppo economico, un vertice con la Regione e i Sindacati. La corrispondenza da Cagliari con Bruno Usai, Rsu Fiom Alcoa. Ascolta